Si chiamerebbe Radcliffe Haughton, il 45enne nero che la polizia sta cercando per la sparatoria nel centro commerciale di Brookfield vicino Milwaukee in Wisconsin. L’uomo ha aperto il fuoco nell’Azana Salon Spa causando, secondo l’ultimo bilancio fornito dalla polizia, 8 feriti.

L’uomo, riferisce la radio locale 620WTMKJ, vive a Brown Deer a nord di Milwaukee. La polizia ha rintracciato la sua auto, una Mazda nera del 2003. Sulla scenza sono intervenute le squadri speciali Swat per cercare di catturare e neutralizzare il sospetto, che secondo i pochi particolari forniti dai testimoni sarebbe calvo e alto almeno un metro e ottanta. 

Si tratta dell’ennesimo episodio di una lunga serie di fatti di sangue che hanno sconvolto gli Stati Uniti la scorsa estate. Ultima, in ordine temporale, la sparatoria di fronte all’Empire State Building, quando il 24 agosto un uomo, licenziato da un anno, per sfogare la rabbia non ancora sbollita ha sparato al suo capo, uccidendolo, esplodendo poi altri colpi contro passanti e turisti seminando il panico in uno dei tratti più affollati di Midtown Manhattan.

Tutti ricordano poi la strage al cinema di Aurora, quella nel tempio Sikh, la sparatoria in Texas e il week end di fuoco a Boston. Tragedie estive che allungano ancora la storia di violenze negli Usa, con teatro soprattutto le università americane: da Columbine a Virginia Tech.

Massacri apparentemente senza motivo. Il più recente, che ha scioccato l’America, è quello al cinema di Aurora, a Denver, durante la prima del film Batman, il 20 luglio scorso: James Holmes, vestito da Joker, entra in sala e spara all’impazzata sulla folla. Il bilancio è di 12 morti. Solo 15 giorni dopo, il 5 agosto, l’ennesima follia: un ex militare specialista di guerra psicologica, musicista di un rock band di skinhead razzisti e xenofobi, Wade Michael Page, fa irruzione nel tempio sikh di Oak Creek in Wisconsin, uccidendo 6 persone e ferendone altre tre prima di togliersi la vita.

Il 2012 registra anche altri due episodi di violenza. Uno in California, quando un ex studente entra in una classe della Oykos University, una piccola università cristiana di Oakland, e apre il fuoco sui suoi ex colleghi. Il conto è di sei morti e tre feriti. L’altro in Ohio, dove nell’affollatissima caffetteria della Chardon High School, vicino Cleveland, un ragazzo spara cinque colpi: il bilancio è tre morti.