“Ho sempre detto che la cosa più bella che mi sia capitata nella vita è stata fare il sindaco di Roma“. Le premesse ci sono tutte, lo scenario anche: l’assemblea annuale dell’Anci, l’associazione dei comuni italiani a Bologna. Che Walter Veltroni stia pensando di nuovo al Campidoglio per il dopo Alemanno? Lui per ora nega: “Non ci sto pensando”, ci risponde un po’ piccato. “Non lo escluderebbe?”, gli chiediamo. “Se ho detto che non ci sto pensando”.

Sono passati pochi giorni dall’annuncio dell’ex sindaco di Roma, che dagli studi di Fabio Fazio aveva detto che non si sarebbe ricandidato al Parlamento per le prossime politiche. Ma Veltroni aveva tuttavia detto che avrebbe continuato a fare la sua politica da cittadino. E mentre la scelta del successore del sindaco Pdl sembra ancora in alto mare o non ancora all’ordine dl giorno del centrosinistra alla domanda su chi potrebbe succedere a Renata Polverini alla Regione e a Gianni Alemanno come sindaco, Veltroni da due diverse risposte: “Alla Regione direi che la migliore candidatura sia quella di Nicola Zingaretti forte e autorevole”.

Sulla questione Campidoglio, dove Veltroni è stato dal 2001 al 2008 quando lasciò per candidarsi alle politiche, il discorso del fondatore del Partito Democratico è molto più elaborato. “Per il Comune non so, mi pare che sia presto. Siamo in una fase in cui la situazione politica è molto in movimento. Noi parliamo oggi, ma può darsi che fra qualche settimana, per quello che succede nel Pdl e quello che succede nel centro politico mutino i parametri della nostra discussione”. Insomma un nome sembra non esserci.

Dal palco dell’Anci però, l’uomo del “ma anche” parla ancora da politico attivo, o meglio da amministratore: “Non importa se si è sindaci di 14 mila abitanti o 2 milioni e seicento come nella capitale. Il sindaco è una persona che ha su di se il compito di mantenere l’armonia. Per fare il sindaco c’è bisogno del cuore”, ha detto ancora l’ex segretario dei Ds e del Pd. “Un paio di volte ho rischiato di rimetterci la pelle, però è una missione civica straordinaria”, ha proseguito.

Ad ogni modo, se il suo futuro non dovesse essere un ritorno alla politica ci sarebbero sempre i libri. “Il futuro? Francamente non ci ho pensato, credo che continuerò a scrivere, grazie anche al fatto che ho sempre avuto un buon equilibrio tra la mia attività politica e la scrittura”. Poi lancia una frecciata contro chi sta in parlamento quasi per professione: “Credo che il rapporto con la politica non debba essere totalizzante, anche se per me ha rappresentato una parte molto importante della vita”.

Poi Veltroni prova a tracciare quelli che a suo parere dovrebbero essere i passi del “suo” partito democratico: “Credo che al futuro del Pd non servano alleanze estemporanee e progetti ‘contro’, ma soprattutto spero che non perda la sua identità riformista”. Ma l’attesa per chi sarà il prossimo candidato a sindaco di Roma non fuga ogni dubbio.