Leggo della nomina di Giovanna Melandri a direttrice del Maxxi di Roma. Leggo della risata generale che si è diffusa fra tutti coloro (e siamo tanti) che ritiene l’ondata di rottamazioni, autorottomazioni e successivi riciclaggi attualmente in corso nel Pd una grossa operazione di marketing e poco più. Leggo altresì che la succitata Melandri è stata definita ‘competente’ in questione di arte contemporanea di amministrazione di un museo evidentemente e che lei si è autodefinita ‘un tecnico’ che ha ricevito ‘molti apprezzamenti’. Mi auguro sinceramente che la signora Melandri abbia di un settore tanto particolare competenza assai più profonda di quella che palesò davanti ai miei occhi quando, era allora Ministro dello sport del Governo Prodi, piombò al Mugello in occasione del Gran Premio d’Italia di motociclismo. Il siparietto mi è testé tornato in mente e vale la pena di raccontarlo. 

La nostra, accompagnata dal solito stuolo di uomini della sicurezza e con la giusta dose di ritardo che evidentemente si conviene agli uomini delle Istituzioni, venne al circuito (era il 2007 se non ricordo male) per presentare una iniziativa legata alla guida sicura che aveva in Valentino Rossi un prestigioso testimonial. Dico subito che non ho mai provato tanto imbarazzo in vita mia per un personaggio pubblico. La Melandri pareva (e forse lo era) paracadutata da Marte. Le misero in mano un documento scritto che lei lesse meticolosamente. Riga per riga con relative pause indotte dalla punteggiatura. Senza metterci nulla di suo inducendo nei più la sensazione che stesse meditando su un dubbio amletico: ma le moto hanno 4 ruote oppure due?
Il bello (si fa per dire) tuttavia arrivò quando si aprì il question time. Qualcuno azzardò a porre qualche rada domanda anche su questioni parallele e di certo complesse del tipo: ‘Ma Rossi potrà vincere la gara?’. E la nostra (Ministro dello sport, giova ricordarlo) se la cavò con una ammirevole nonchalanche evitando la domanda e riempiendo il tempo della risposta perlopiù rileggendo (!) alcuni passi del documento di cui sopra. Dopodichè ‘scusate tanto ho una telefonata in arrivo’ (tirava aria di crisi di governo), rapida fuoriuscita dalla sala stampa col cellulare in mano, balzo in auto e tanti saluti. Durata del tutto: un quarto d’ora malcontato. Spero per il Maxxi che la Melandri ne capisca di arte assai più di quanto ha dimostrato di capirne di moto.