Dicembre 2012 o aprile 2013? La data che sarà scelta per le elezioni anticipate in Lombardia continua ad alimentare il dibattito interno al centrodestra meneghino e nazionale, con il presidente in carica Roberto Formigoni che continua a ribattere punto sul punto al segretario nazionale del Pdl Angelino Alfano. Quest’ultimo “non crede che si voterà nel 2012”, mentre Formigoni spinge per andare alle urne il più presto possibile.

Oggi pomeriggio il Celeste ha convocato una conferenza stampa e, dopo aver assicurato di una totale sintonia con l’ex guardasigilli, ha annunciato che l’esecutivo Monti è dalla sua parte. “‘Il governo mi ha ufficialmente confermato di essere d’accordo con me di portare al voto la Lombardia prima possibile, perché sarebbe un segnale di chiarezza” ha detto Formigoni, riferendo di un suo incontro a Palazzo Chigi. Il governatore lombardo, però, ha parlato anche di altro, soprattutto degli scenari presenti e futuri della politica al Pirellone.

“Giovedì prossimo sarà l’ultimo giorno della mia legislatura e il Pdl in Regione Lombardia darà in gruppo le dimissioni” ha specificato il Celeste prima di dire la sua sulla presunta sussistenza di una coalizione con la Lega. “Per stare alle affermazioni di Maroni a Roma stiamo spaccatissimi, poi in Lombardia la Lega ha rotto i patti che erano stati sottoscritti nel 2010, ha rotto 36 ore dopo i patti sottoscritti giovedì scorso – è l’attacco di Formigoni – Mi sembra difficile parlare oggi di una coalizione esistente”. Sul suo futuro politico, invece, è stato ancora più chiaro. “Sto lavorando insieme a Gabriele Albertini per far in modo che una coalizione di moderati possa vincere le elezioni” ha annunciato il presidente, specificando che l’ex sindaco di Milano può vincere alle urne solo se sostenuto “da tutto il Pdl” e che le primarie non sono necessarie per scegliere un candidato credibile. 

Parole, quelle di Formigoni, molto distanti da quelle pronunciate sempre oggi dal segretario nazionale del Pdl. “Non penso che in Lombardia si voterà a dicembre. Comunque, tecnicamente la decisione spetta al prefetto”: è quanto sostenuto da Angelino Alfano in risposta a quanto detto dal Celeste, che ieri al termine dell’incontro alla sede del Pdl, in via dell’Umiltà, aveva assicurato: “Alfano ha preso atto che non si può votare ad aprile. E’ stato un abbondantissimo scambio di idee su temi nazionali e sui temi lombardi. Ci stiamo comportamento come stabilito nei giorni scorsi,  nostri consiglieri stanno portando avanti la riforma della legge elettorale per eliminare il listino e sarà approvata giovedì”.

“Quello di dicembre è un nostro auspicio – aveva ribadito Formigoni – Sottolineo che secondo la legge le elezioni possono essere indette dal 46esimo e fino al novantesimo giorno dopo lo scioglimento del Consiglio. Se il prefetto indicherà una data successiva, per esempio il 20 gennaio, sarà comunque sufficiente”. L’importante, per Formigoni, “è che la Lombardia, una regione importantissima, non rimanga senza governo per otto mesi”.

Per il centrodestra la questione lombarda sta diventando una questione spinosa a dir poco. Lo dimostra la nuova serie di messaggi incrociati tra Pdl e Lega Nord per bocca degli stessi leader politici. Tanto che lo stesso Berlusconi, in altre faccende affaccendato (in tribunale), se ne tira fuori: “Non me ne sto interessando, pensa a tutto Alfano” risponde ai cronisti che gli chiedono delle possibili alleanze e del possibile ruolo di Roberto Maroni.

Il punto della discussione è: sia il Pdl che la Lega dicono di volersi alleare. Tuttavia ciascuno dei partiti tiene il punto su chi e come presentare il candidato alla presidenza. Da una parte Alfano: “Abbiamo avuto una discussione con Formigoni molto chiara: abbiamo condiviso l’obiettivo di avere una donna o un uomo del Pdl candidato alla presidenza della Regione Lombardia per dare continuità politica ad una regione che è stata bene amministrata”. Dall’altra Maroni: “Rispondendo a una domanda di una giornalista che mi chiedeva se mi piacerebbe farlo (il presidente di Regione, ndr), io ho detto solo che ne sarei onorato: dopo di che non spetta a me decidere, ma al popolo sovrano”.

Sulle alleanze i due segretari sono più sportivi, per così dire, ma resta palpabile la tensione. “Da siciliano non ho alcuna forma di allergia alla Lega – scherza il segretario politico del Pdl – Ho fatto tutti i test e sono immune da ogni forma di allergia”. “Non guardo ai simboli – continua – ma ai contenuti dei programmi. Se c’è la possibilità di non far vincere chi non ha le nostre idee crediamo valga la pena di allearsi. Con la Lega governiamo alcune regioni del Nord, ma è precoce parlare di alleanze future”. Replica Maroni che prima dice di non commentare “quello che fanno altri partiti” (il riferimento era all’incontro tra Alfano e Formigoni), poi chiarisce che “se Lega e Pdl si dividono in Lombardia, regalano la Lombardia alla sinistra, e lo vorrei evitare”. Il segretario del Carroccio ha spiegato di considerare “l’azione della Lega nella giunta lombarda dal 2000 ad oggi, un’azione positiva da continuare”.