Lo scorso anno uno studio francese indicava in una cifra superiore al miliardo di euro il gettito finanziario che avrebbe generato, in termini di tasse, la legalizzazione della cannabis. Oggi uno studio inglese ci indica che la legalizzazione delle droghe leggere permetterebbe un risparmio di oltre tre miliardi di euro spesi per l’intero apparato repressivo.

L’Olanda, da sempre, ha tassi di consumi tra i cittadini olandesi inferiori a quelli di paesi (come l’Italia e la stessa Inghilterra ) la cui legislazione proibisce l’uso di cannabis e gli Stati Uniti, dopo la ventennale campagna terroristica sulle droghe, si trovano nella poco invidiabile posizione di paese con il maggior consumo di cannabis.

Taccio sul fatturato mafioso che il traffico di cannabis genera e sul fatto che il partito radicale è da almeno 35 anni che ce lo ricorda.

Ora, dico io, che altro dobbiamo aspettare perché se ne inizi a parlare seriamente? Perché i Renzi o i Bersani, i Grillo o i Vendola battano un colpo su questo argomento e ci facciano sapere, di grazia, se hanno uno straccio di pensiero che vada oltre il perbenismo di facciata?

Del resto della politica conosciamo già la contrarietà per squisiti motivi educativi e di “etica” finalizzata a salvare i ragazzi, a cui è permesso solo bere, senza limiti, vodka e rum. Del Vaticano per una volta sbattiamocene gli zebedei tanto sono tantissimi i cattolici che si fanno le canne.

Rimane Giovanardi e questo è un problema. Una singola affermazione di apertura da parte di chicchessia alla cannabis, ci imporrebbe una sovra esposizione televisiva del sanguigno romagnolo. Che ogni volta che denigra la cannabis elogia il lambrusco mandando di traverso il boccone a chi produce soave o chianti.

Ma vale la pena di affrontare questo rischio. Vale la pena affrontare politicamente questa idiota proibizione che, ad eccezione di San Patrignano e della mafia, è avversata da milioni di persone.

Ci pensi la politica ad introdurre nuove forme di governo di un fenomeno che coinvolge oltre 4 milioni di persone. Non tutte giovani e non necessariamente tutte drogate. Ci pensi la politica che si lagna continuamente in merito alla perdita di centralità. Questo è un tema su cui la centralità (della politica) si imporrebbe prepotentemente invertendo costi e flussi finanziari oggi ad esclusivo beneficio della parte peggiore della società: le mafie.