“Non ci sono provvedimenti incisivi per la ripartenza, in particolare per ricerca, innovazione e infrastrutture”. Il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, è così tornato all’attacco del governo Monti. Ribadendo poi che “l’esperienza del governo tecnico non è ripetibile nell’arco di una legislatura di cinque anni. Monti ci ha sicuramente dato vantaggio, perché senza di lui sarebbe stato molto peggio, ma il prossimo governo deve essere politico; magari con una connotazione tecnica, ma con una legittimazione elettorale che è inevitabile”. Non solo. “Se Monti si presenta a capo di una coalizione e ottiene la maggioranza dei voti,  – ha precisato – a me va benissimo. Ma deve avere una validazione elettorale”. 

Secondo Squinzi, poi, l’aumento di produttività di cui l’industria italiana ha bisogno per ritornare competitiva “si può raggiungere in vari modi, ma il modo giusto non è l’abbassamento dei salari. Dobbiamo trovare il modo per far costare di meno i nostri prodotti, perché in questi anni abbiamo perso molti punti, in termini di produttività e di alto costo del lavoro, e dobbiamo riavvicinarci ai nostri concorrenti europei. Ma questo non passa da una riduzione dei salari“, ha detto.

”Abbiamo appreso dal Sole 24 Ore la disponibilità del Ministro Fornero a rivedere parte della riforma che porta il suo nome. Ci fa piacere, ma vogliamo vedere che cosa effettivamente si realizzi e chiediamo che questa revisione sia fatta in tempi rapidissimi. I sei mesi che la signora Fornero aveva in mente sono troppo lunghi. Deve essere fatta in 30-40 giorni”, ha poi detto in riferimento a quanto riportato dal giornale della Confindustria circa la riforma che lui stesso aveva definito “boiata”. 

Una parola anche per la Fiat. “Se è vero lo valuto positivamente, ma in questo momento ci sono molti annunci, da parte di molti. Preferirei un po’ meno annunci e un po’ più di cose concrete”, ha commentato l’annuncio, riportato da fonti sindacali, secondo il quale il Lingotto non chiuderà alcuno stabilimento in Italia. “Se è per questo – ha aggiunto laconicamente – Marchionne aveva anche annunciato un investimento di 20 miliardi per Fabbrica Italia“.