Una reazione da dama d’altri tempi, quella di Walter Veltroni: pur di non essere inchiodato all’anagrafe dei culi di piombo, sventolata come una lista di proscrizione da Renzi, rinuncia alla festa, non si presenterà alle prossime elezioni. La mossa, va detto, è elegante. Quando il tempo ha usurato la tua immagine, quando, nonostante una storia di coerente giovanilismo (figurine panini, musica pop, cinema, Kennedy, I care, notti bianche…), un eccesso di esperienza del potere ha segnato anche il tuo durevole charme di qualche brutta ruga, meglio sparire per un po’.

Si chiama “determinazione in assenza” e ogni seduttore serio è in grado di metterla in atto. La conosceva anche uno dei tanti alter-ego di Nanni Moretti. Lo invitavano e lui si chiedeva: mi si nota di più se non vado? Nella sgomitante compagine dei troppo noti, ti si nota di più se te ne vai. In Africa a costruire ospedali o a casa a scrivere romanzi, poco importa all’opinione pubblica. Ciò che conta è smarcarsi. Uscire da una foto di gruppo dove tutti si mettono in posa sperando di essere scelti e nessuno risulta molto fotogenico. Il modo migliore per non perdere, è non partecipare. Oggi.

Il Fatto Quotidiano, 16 ottobre 2012