I guai non sono solo per Francesco Belsito, ex tesoriere del Carroccio, indagato dalle procure di Napoli, Milano e Reggio Calabria per truffa ai danni dello Stato e riciclaggio. Adesso anche la sua ex scorta. Questa mattina sono stati rinviati a giudizio dal gip Adriana Petri gli addetti alla protezione dell’ex leghista perché il giorno di Natale dello scorso anno annotarono di avere utilizzato l’auto di servizio e di avere effettuato anche quattro ore di servizio straordinario, lavorando dunque dalle 8 alle 18 invece che dalle 8 alle 14.

Quel giorno però Belsito non ebbe bisogno della scorta, fatto che secondo l’inchiesta effettuata dal pm Massimo Terrile, aveva preannunciato alla vigilia di Natale e confermato il 25 dicembre stesso. Tuttavia è emerso nell’inchiesta che i due poliziotti in forza alla quinta sezione Scorte e sicurezza della questura di Genova, avevano compilato il registro di utilizzo dell’auto di servizio alla vigilia di Natale non pensando che quella stessa vettura, lo stesso giorno, era stata utilizzata da altri colleghi per la scorta a monsignor Angelo Bagnasco.

Essendo il registro progressivo, la loro annotazione datata 25 dicembre era stata cancellata dai colleghi e la smarcatura sul registro era saltata agli occhi del dirigente che aveva denunciato il fatto alla procura. L’indagine aveva portato ad accertare il falso e la tentata truffa per accaparrarsi gli emolumenti dell’extra (in realtà mai effettuato) nel giorno festivo: 58 euro a testa. La prima data del processo è stata fissata il 12 marzo del 2013.