E’ l’Unione europea ad aver ricevuto il premio Nobel per la Pace “per aver contribuito alla riconciliazione e alla difesa dei diritti umani e della democrazia negli ultimi 60 anni”.  Questa la motivazione del Comitato di Oslo.

Qualche interrogativo a caldo:
– E’ un atteggiamento da Nobel aver permesso il proliferare dei Centri di Identificazione ed Espulsione degli immigrati spesso più simili a dei lager che a strutture di accoglienza e permanenza temporanea?
– Sgomberare, disperdere ed espellere i rom, sottraendo i bambini alle famiglie legittime rientra nelle motivazioni del Premio?
– Promuovere politiche di sola austerità che stanno acuendo conflitti sociali in vari paesi dell’Europa è un titolo di merito?

L’elenco potrebbe essere molto più lungo. In realtà il Nobel per la pace all’Unione Europea (come quello ad Obama) sembrano più un incoraggiamento per il futuro che un premio per risultati effettivamente conseguiti. Come ha scritto oggi in un commento il portavoce della Tavola per la pace Flavio Lotti “L’Europa da Nobel è quella che ancora non c’è”.

Ma forse andrebbe posta un’altra domanda? E’ giusto che un Nobel per la pace vada a istituzioni o capi di Stato (che la pace e il rispetto dei diritti umani dovrebbero perseguirli per “default”) o sarebbe più giusto assegnarlo ad una donna o ad un uomo che ha speso la propria propria vita per la pace e i diritti umani, con passione civile, spirito disinteressato e lontano dai riflettori?

Magari uno come Gino Strada…?

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