Incidere sulla regola aurea dell’ordine democratico, e cioè che è il popolo a decidere i propri rappresentanti, è inquietante. Ne è convinta Ilda Boccassini, coordinatrice della Direzione distrettuale antimafia che ha condotto l’indagine su Domenico Zambetti, assessore regionale accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione e voto di scambio. Secondo il magistrato questa vicenda dimostra ancora una volta come la ‘ndrangheta inquini la vita politica di Milano e della Lombardia: “Il fatto che un candidato si rivolga alla criminalità organizzata come fosse una holding in grado di portare voti  è un qualcosa di devastante per il principio stesso della democrazia”  di Lorenzo Galeazzi