Messi uno a fianco all’altro sembravano il vecchio e il bambino, mentre il vescovo di Parma pronunciava la benedizione prima del taglio del nastro. Federico Pizzarotti e Mario Monti consumano il loro primo faccia a faccia davanti al patron della famiglia della pasta, Guido Barilla. Una stretta di mano di cortesia soprattutto quella del freddo professore della Bocconi, non molto di più. Non due parole per rompere il ghiaccio, non una chiacchierata. Tra i due del resto ci sono quarant’anni di differenza. Per il giovane primo cittadino della città ducale però, questo primo incontro ravvicinato con il Governo è stato l’occasione per lanciare il suo primo appello a Roma, anche se solo a mezzo stampa. “Bisogna allargare i cardini del patto di stabilità che sta strozzando noi come tante altre città d’Italia”. La richiesta dell’esponente 5 stelle del resto è quella abbastanza comune da molti anni a questa parte per qualunque amministratore locale.

Poi Pizzarotti, in visita all’inaugurazione del nuovo stabilimento di sughi pronti di Rubbiano in provincia di Parma prova a tranquillizzare tutti, nonostante le precedenti giunte gli abbiano lasciato 800 milioni di euro sonanti in debiti. “Prima – ha detto il primo cittadino eletto a maggio – guarderei ad altre città come Torino, Roma, Palermo, Napoli. Insomma prima della nostra ci sono altre città in difficoltà. Penso che ci siano situazioni ben più gravi, come a Roma dove la parte corrente del bilancio è commissariata”.

Pizzarotti sa, per il movimento che rappresenta, di essere ogni giorno al centro dell’attenzione, soprattutto da qui alle prossime elezioni politiche. “Qui – ha detto il sindaco di Parma – si cerca sempre una lente d’ingrandimento per fare del sensazionalismo sulla pelle degli altri, guardiamo invece prima a chi è messo peggio”.

Infine alla solita domanda sulla stato attuale dei sui rapporti con Beppe Grillo, poche settimane fa sbarcato a Parma per sostenere il “suo” primo sindaco di un capoluogo, ha risposto: “Grillo porta avanti le sue battaglie con i suoi toni e i suoi modi, noi tutti i giorni nell’amministrazione della città usiamo i nostri. Non c’è nessun motivo di polemica”.