Compassionevole. Affettuoso. Attento ai bisogni dei più deboli. E’ l’immagine che Mitt Romney ha cercato di dare in una serie di comizi organizzati nel week-end in Florida. Dopo la vittoria nel dibattito televisivo di mercoledì, Romney ha ripreso la strada della campagna con rinnovata energia. I sondaggi lo danno in ascesa. Parecchi milioni di dollari di finanziamenti elettorali sono finiti nelle sue casse. La percezione, dopo mesi, è che battere Barack Obama non sia più un’impresa impossibile.

La nuova strategia messa in atto in queste ore prevede soprattutto un deciso cambiamento di tono. Sinora Romney si era presentato agli americani come il businessman capace di ridare all’America lavoro e benessere; un tecnocrate competente, attento a grafici e numeri più che al linguaggio e ai compromessi della politica. Il racconto del suo lato più privato era stato affidato alla moglie Ann e ai figli, che alla Convention di Tampa e nei comizi in giro per gli Stati Uniti hanno spesso narrato le virtù di Romney come padre, marito, uomo di fede, buon americano. La scelta non ha funzionato. A Romney è spesso mancato lo spessore umano indispensabile a un candidato alla presidenza degli Stati Uniti – “gli americani amano le storie, in politica”, dice spesso Bill Clinton -. Di più. La martellante campagna dei democratici sul passato di Romney a Bain Capital (su cui è stata aperta anche un’inchiesta per elusione fiscale, ndr), sulle migliaia di americani lasciati in mezzo a una strada grazie alle sue operazioni di ristrutturazione di industrie e società, ha fatto calare sul candidato repubblicano un’aura di cinismo affaristico poco propizia a fargli conquistare la Casa Bianca.  

Rinvigoriti dalla buona prova nel confronto televisivo con Barack Obama, Romney e i suoi hanno deciso di riaggiustare il tono “psicologico” della campagna. Tecnocrate sì, ma anche uomo. Competente, ma attento ai bisogni di chi soffre. La narrazione a questo punto non è più affidata a parenti e amici, ma ha in Romney stesso la sua fonte e forza propulsiva. A un comizio alla periferia di Orlando, sabato sera, Romney ha raccontato la storia di David, un ragazzo di 14 anni affetto da leucemia, che lui ha accompagnato alla morte in qualità di “Brother Romney”, di sacerdote mormone. Già Ann Romney aveva parlato di David nel passato, ma mai Romney vi aveva accennato in prima persona. Vita, morte, amicizia anche in un’altra storia narrata da Romney a Orlando. “Qualche settimana fa, a un comizio ad Atlanta, ho visto un mio vecchio amico dell’università. Era su una sedia a rotelle, paralizzato dopo un incidente automobilistico. Sono andato verso di lui. L’ho abbracciato e gli ho detto: ti voglio bene. Dio ti benedica. Il mio amico è morto il giorno dopo. E’ raro poter dire a qualcuno che gli vuoi bene, quando ancora puoi”. L’aneddoto è stato accolto prima da applausi, poi da un collettivo “awwww” di delusione da parte dei 6 mila supporter che lo ascoltavano.  

La campagna repubblicana spera che “l’umanizzazione del candidato Mitt” possa servire a colmare il divario, in termini di simpatia e affidabilità, che Romney ha sempre patito nei confronti di Obama. Quello che è certo è che il dibattito televisivo di mercoledì ha contribuito a ridare slancio ed entusiasmo ai repubblicani in tutto il Paese: 12 milioni di dollari di donazioni on-line sono finiti nelle casse repubblicane nelle 48 ore successive al dibattito. La campagna di Romney sostiene che il sito Facebook del candidato ha guadagnato 300 mila nuovi amici in poche ore. Il numero di volontari disponibili a fare telefonate e campagna porta a porta sarebbe cresciuto del 63% (sempre dati del team Romney), e in Iowa è raddoppiato il numero di repubblicani registrati che hanno richiesto l’absentee ballot, il voto per posta o nei giorni precedenti il 6 novembre.

Oltre ai numeri, non sempre verificabili, è comunque vero che il confronto televisivo “ha costretto molti americani a dare una seconda chance a Romney”, come ha detto un funzionario della Casa Bianca. Le notizie più gradite per Romney e i suoi arrivano comunque dai tre swing statesFlorida, Ohio, Virginia – su cui sembra ormai essersi focalizzata la campagna. Secondo un sondaggio Rasmussen Reports, Romney sarebbe ora avanti di due punti in Florida (49% contro 47%) e di un punto in Virginia (49% contro 48%). Anche in Ohio, che pareva ormai definitivamente conquistato da Obama, il confronto si è riaperto. “Sapevo che prima o poi Romney sarebbe ‘tornato’. Ma questo è un vero e proprio boom” ci ha detto George Williams, gestore di un ristorante e repubblicano registrato di Norwalk, Connecticut.