L’oro cala dal massimo di dieci mesi in seguito all’inatteso aumento dell’occupazione negli Stati Uniti, si allenta la pressione su un potenziamento dello stimolo monetario della Federal Reserve. I prezzi del petrolio registrano la terza settimana di ribasso, gli investitori ritengono che i recenti guadagni siano esagerati in confronto al continuo aumento delle riserve. Il costo degli alimentari è destinato a rimanere alto, la siccità negli Stati Uniti e in Russia riduce le forniture di grano.

Lorenzo Paloscia – Trader e gestore di Etruria Capital Mgmt a Chicago: “L’aumento dei prezzi delle materie prime è assecondato dalla  continua svalutazione del dollaro, l’inflazione a lungo termine non viene assolutamente segnalata perché la Federal Reserve insiste nel distorcere le aspettative dei mercati finanziari”.