È stata liberata la blogger cubana Yoani Sánchez, arrestata, insieme al marito e giornalista Renaldo Escobar, a Bayamo, mentre andava con un gruppo di attivisti in tribunale.

«Avevo intenzioni unicamente giornalistiche»,ha spiegato sul proprio profilo Twitter @yoanisanchez, tramite il quale, oltre ad annunciare il proprio rilascio dopo 30 ore di reclusione, avrebbe voluto raccontare il processo a carico di Angel Carromero, politico spagnolo accusato dell’omicidio degli attivisti cubani Harold Cepere e Oswaldo Payà. A cui la blogger dedica uno degli ultimi tweet: «Il dramma più triste è quello che vive la famiglia di @OswaldoPaya. I nostri arresti non sono niente se comparati alla sua perdita».

Ecco. Ci siamo tutti, giustamente, animati, ci siamo sentiti attivisti per un attimo, (attivisti-à-porter, insomma) per aver condiviso su Facebook la foto di Yoani Sánchez. La quale, invece, ha dato senso a numeri che, purtroppo, conoscevamo già. Eccoli.

Freedom of the Press 2012: breakthroughs and pushback in the Middle East- Freedom House

Press Freedom Index 2011-2012- Reporters without borders