Il tesoro di don Vito Ciancimino è nascosto in una società rumena che gestisce la discarica più grande d’Europa. Nove indagati, prestanome e imprenditori, tra cui Massimo Ciancimino sono accusati di occultare decine di milioni di euro riciclati da Cosa Nostra nella società rumena Ecorec, che gestisce la discarica di Glina, la più grande d’Europa e che il figlio di don Vito starebbe tentando di vendere per sottrarre allo Stato il tesoro di suo padre. I nove, tra cui l’imprenditore Romano Tronci, un tempo legato al Partito comunista, vecchio amico e coimpuntato di don Vito, sono tutti indagati per concorso in riciclaggio.

Su ordine del procuratore di Roma Giuseppe Pignatone i carabinieri del nucleo tutela ambientale di Roma coordinati dal colonnello Sergio De Caprio, meglio noto come “Ultimo”, e dal capitano Pietro Rajola Pescarini, stanno perquisendo per ora l’abitazione di Massimo Ciancimino, in via Torrearsa a Palermo, a caccia di documenti e altri indizi utili alle indagini avviate dai pm Delia Cardia e Antonietta Picardi. La vendita della società rumena, acquistata con i fondi della vendita del Gruppo Gas, avviata e “apparentemente accantonata” nel 2011, sarebbe adesso, secondo le indagini, prossima alla conclusione. La procura è intervenuta quando le transazioni tra i vari soggetti, monitorate attraverso costanti intercettazioni telefoniche e ambientali e pedinamenti, stavano per essere concluse. La perquisizione in corso è allargata anche ai veicoli in uso a Massimo Ciancimino ed eventualmente alle persone che dovrebbero trovarsi per l’occasione in sua compagnia.

Il presunto prestanome di Massimo Ciancimino sarebbe l’imprenditore lucchese Claudio Imbriani, già finito in passato al centro dell’operazione “Matrioska” condotta dalla Guardia di Finanza.

La discarica, di un valore di oltre 100 milioni di euro, secondo gli investigatori è riconducibile proprio a Massimo Ciancimino e farebbe parte del tesoro accumulato negli anni dal padre quando era sindaco di Palermo. Gli altri indagati, oltre a Tronci, sono persone incaricate in questi anni di vendere e acquistare società che facevano capo sempre a Ciancimino junior:  Raffaele Valente, Sergio Pileri, Claudio Imbriani, Santa Sidoti, Nunzio Rizzi, Gabrio Caraffini e Victor Dombrovschi.

di Giuseppe Lo Bianco e Marco Lillo

Aggiornato dalla redazione web alle 17.13