MinestroneDirete voi, ma come mai ci parla spesso e volentieri di Livorno? Cosa vi devo rispondere se non che l’andarci mi rallegra l’anima
Città pazza, piena di pazzi, coraggiosi e irriverenti, ma anche lenti osservatori del “che tempo farà oggi?”, pronti così al primo sole ad andare subito “a mare”.
Sì, amo Livorno con tutta la sua “Alta Popolarità” alquanto poco, si sarebbe detto un tempo, piccolo borghese, sconfinante in tutti i ceti dove sopravvive il più capace di battute straordinarie e dove l’universale tormentone anti-pisano li fa essere (entrambe) comunità parlanti, dialoganti, comunicanti, dove non si può non sapere, e forse tutti lo sanno, che vi è una piccola trattoria con uno strano nome: Fastidio. “È il mio soprannome” dice l’oste “così mi chiamava sempre la mi’ pora mamma”.

Undici euro per primo, secondo, contorno, frutta e vino in bottiglioni.
Un po’ mensa e un po’ casa per un quartiere, per giovani, per extra di ogni dove, per anziani e, si sarebbe detto un tempo, per artisti. Chissà se in questo paese si può ancora usare impunemente questa definizione. Io comunque la uso anche perché proprio da degli artisti sono stato portato lì, per mangiare un minestrone, io con il pane, gli altri con il riso. Fantastico! Nella foto vedete tutto il necessario. Poi ho mangiato coniglio al tegame e lattuga mentre chi era con me si è “sbafato” baccalà fritto, pesche a seguire per tutti e chi non le ha volute se le è viste incartare per potersele a casa.
Beati gli ultimi perché per loro sono le cucine del regno dei cieli. Avrei per misura dovuto qui tirare un religiosissimo moccolo, ma si sa che non si fa.

Aspetto con ansia, da voi tutti, altri indirizzi.
Artisti accompagnatori da tenere d’occhio su Youtube: “Loungerie”.
Trattoria da Fastidio, Via Piero Donnini, 68 a Livorno