E’ fissata per il 4 dicembre l’udienza pubblica della Corte Costituzionale per la discussione nel merito del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nei confronti della Procura di Palermo. Il Quirinale, attraverso l’Avvocatura dello Stato, ha depositato il ricorso presso la cancelleria della Consulta con prova di avvenuta notifica alla parte controinteressata – ossia la Procura di Palermo – mercoledì scorso 26 settembre, dopo che il 19 settembre i giudici costituzionali lo avevano dichiarato ammissibile.

Oltre al ricorso promosso dal Quirinale e alla prova di avvenuta notifica, sono stati depositati anche l’ordinanza con cui la Corte Costituzionale ha giudicato ammissibile il conflitto e ha disposto i tempi che ne regolano l’iter, e la copia del ricorso originale, datato 30 luglio 2012, con la serie di documenti allegati all’atto. Tra questi documenti figurano, tra l’altro, articoli di stampa, richieste di informazioni inviate alla Procura di Palermo dall’Avvocatura dello Stato in merito alle intercettazioni disposte nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta trattativa Stato-mafia che, indirettamente, hanno captato anche conversazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il decreto, con cui il Capo dello Stato il 16 luglio scorso ha dato mandato all’Avvocatura di sollevare conflitto d’attribuzione di fronte alla Consulta.