Ex3-FirenzeRipigliamola. Non del tutto svaporato l’immondo caldo, in una Firenze apparentemente abbandonata dal Renzi in tour, ma che la telecomanda con immutato imperio decisionistico, riparte la stagione delle mostre d’arte in musei e gallerie. E noi cittadini si esce, verso sera, impegnandosi nel tentativo di ripigliarci la città reale.

Che, di giorno, tanto reale non è. Tenuta in scacco dalla massa compatta del turista che mura le quattro vie canoniche del centro. Quest’anno in quantità esponenziale. O per lo meno percepita come tale. Massa umana che non si frammenta né si allenta, che altrimenti il singolo ti si sperde e te lo ritrovi angosciato a implorarti di ricondurlo in piazza della signorina, please.

E il nostro Renzi se ne compiace, evvai un monte di quattrini con la tassa di scopo che trattò ad Arcore. (E noi ad infamarlo per quel pellegrinaggio, ingrati). Tutti questi bei soldi andranno alla cultura, ai giovani, al territorio. Già, appunto: si diceva delle mostre e gallerie.

Quest’anno c’è un assenza pesante. Ha chiuso a giugno l’ ‘Ex3, l’unico spazio non privato, a Firenze, esclusivamente dedicato all’arte contemporanea. Curatori valenti e riconosciuti, Arabella Natalini e Lorenzo Giusti , (totalmente dediti per stipendi minimi). Uno spazio bello, grande, finalmente da metropoli, in cui vedere arte internazionale e proposte di giovani italiani. Senza biglietto d’ingresso. Finalmente decentrato. (Non che  – diciamolo -Firenze sappia cosa siano le periferie. Possiede solo quartieri con una loro precisa anima orgogliosa e finiti questi ti ritrovi sulle ambite colline, costellate di ville medicee e ritrovi per compagni di merende).

Ha chiuso per motivi economici. Per molti pochi soldi, in verità, che il Comune non ha voluto dargli anche se già coperti dagli Sponsor, deviati su altre Istituzioni più gradite al Renzi. Già ricche e finanziatissime (Comunale, Palazzo Strozzi). Che nulla hanno a che vedere coi giovani, il territorio, il museo diffuso e  altri slogan di cui va cianciando.

Ora l’Assessorato alla Cultura, nella degna ma  strumentale persona del Prof. Givone ha pubblicato un bando per la nuova gestione: le società/ ditte/ imprese che si volessero cimentare dovranno, oltre ad adibire lo spazio ai fini culturali bla bla, anche pagare l’affitto al Comune e aver (già) avuto un fatturato annuo non inferiore ad € 200.000,00.

E allora: largo ai giovani!