Ieri sera, al 34 minuto del primo tempo di una partita della prima divisione olandese, il centrocampista Evander Sno si è accasciato a terra, colpito da infarto. Ma dopo qualche attimo di terrore è riuscito ad alzarsi, ed è uscito dal campo sulle proprie gambe. Tutto merito del defibrillatore interno che gli fu impiantato qualche anno fa, sempre in Olanda, dopo che durante un’altra partita fu colpito da un infarto e fu salvato dal defibrillatore presente a bordo campo. Un caso che non può che ricordare quello dello sfortunato giocatore del Livorno Piermario Morosini, deceduto in ospedale in seguito all’arresto cardiaco avvenuto in campo durante la partita Pescara-Livorno di serie B dello scorso aprile. 

Nel caso di Morosini incredibile fu la scelta di non utilizzare nessuno dei tre defibrillatori presenti allo stadio Adriatico di Pescara, due in campo e uno sull’ambulanza. Tanto che la magistratura che indaga sul caso ha recentemente iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio colposo, i tre medici responsabili. Come rivelato allora da un’inchiesta de ilfattoquotidiano.it, in Italia la legge sulla presenza dei defibrillatori durante le manifestazioni sportive era piuttosto lacunosa.  Tant’è che solo nel ‘decreto sanità’ appena approvato in Consiglio dei Ministri è stato inserito l’obbligo della presenza del defibrillatore, fino alle categorie dilettantistiche.

Altrove la legislazione è diversa. Lo dimostrano il caso di Muamba, il giocatore del Bolton che ebbe un infarto in una partita di Coppa di Lega inglese contro il Tottenham e fu salvato dal pronto intervento dei medici e dall’utilizzo del defibrillatore. E lo stesso caso di Evander Sno. Il centrocampista olandese, oggi 25enne, nel 2010 era stato colpito da infarto mentre giocava una partita del campionato riserve con l’Ajax contro il Vitesse. In quell’occasione il defibrillatore presente a bordo campo gli salvò la vita. Sno, che non voleva interrompere la carriera, ha quindi chiesto che gli fosse impiantato un defibrillatore interno, grazie al quale ha potuto continuare a giocare. Prima in Scozia e poi in Inghilterra e, l’anno scorso, a un passo dall’Italia grazie ad un accordo con il Genoa.

Ma la società ligure ha poi deciso di non ratificarne l’acquisto del cartellino proprio in seguito alle visite mediche in cui erano state rivelate anomalie di tipo cardiaco.Quindi Sno è tornato a giocare in patria, prima al RKC e poi da quest’anno al Nec di Nimega.Ieri sera a Rotterdam, nella partita tra Feyenoord e Nec vinta dai padroni di casa 5-1 grazie a una doppietta dell’italiano Pellé, al 34 del primo tempo l’incidente: Sno si è accasciato al suolo. “Evander ha avuto un arresto cardiaco seguito dallo shock interno del suo defibrillatore – ha spiegato il medico del Feyenoord, Casper van Eijck, dopo la partita -. A un certo punto nei suoi occhi ho visto il terrore. È stato trasportato in ospedale perché il defibrillatore gli ha causato un’aritmia, e quindi è stato deciso di tenerlo in osservazione per la notte”. Sfiorata la tragedia, ora il giocatore sta bene. Salvato due volte, non da un miracolo ma da un defibrillatore.