Si augurano la svolta, ma poi ne temono il flop. A spiegare le profonde contraddizioni e le problematiche che hanno caratterizzato il digitale terrestre in Italia sono gli stessi protagonisti di questo passaggio della televisione. Durante la presentazione del X Rapporto “La svolta digitale”, il presidente della Fondazione Luigi Einaudi, Mario Lupo ha spiegato che il digitale avrebbe dovuto essere una rivoluzione per tutti i telespettatori, ma poi ha dimostrato tutti i suoi limiti. Inoltre, “l’assenza all’evento del ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, è un errore molto negativo”. Gli altri commenti su questo nuovo sistema  – che è stata tutt’altro che indolore per i molti inconvenienti capitati ai telespettatori che ancora non riescono a ricevere i canali televisivi – arrivano da Augusto Preta. Secondo il Direttore Generale ITMedia Consulting  “il giudizio sul digitale terrestre è contraddittorio: da un lato ha favorito la creazioni di nuovi canali, ma poi non ha trasformato il sistema e il duopolio Rai-Mediasetè rimasto stabile”. Flop o svolta? Per Corrado Calabrò, ex presidente Agcom “le difficoltà ci sono state. Il Paese non era preparato. Mentre il duopolio è in progress, in via di superamento”. Il consigliere d’amministrazione Rai, Antonio Pilati, ancora una volta non risponde alle domande del fattoquotidiano.it, mentre per Gina Nieri, componente del CdA Mediaset il “duopolio Rai-Mediaset è archeologia, una favola dopo l’entrata in scena di Sky”. E sui problemi tecnici e le lamentele dei cittadini, la Nieri risponde che “dalle verifiche che facciamo, ci sono degli impianti di trent’anni fa. Si spendono centinaia di euro per mettere la parabola ma poi non se ne spendono ottanta per mettere un filtro all’antenna” di Manolo Lanaro