Dettaglio, grandeur, decostruzione sonora. Semplificando: avanguardia. Poche altre parole sono così puntuali nel descrivere, anticipandola, la quintessenza del live congiunto di Ryuichi Sakamoto e Alva Noto, in scena giovedì 27 settembre, alle ore 21.00, al Teatro comunale di Bologna, nella serata inaugurale della quinta edizione del roBOt Festival, un progetto targato Shape col sostegno e il patrocinio di Comune, Provincia e Università di Bologna, assieme alla Regione Emilia Romagna.

Dopo i nomi internazionali di sofisticati produttori e compositori ricorsi nelle passate edizioni – da Carl Craig a Moritz Von Oswald e da Jon Hopkins a Yann Tiersen – il concerto-preview del 2012, tradizionale appuntamento di avvio della manifestazione di musica elettronica, vedrà salire sul palco del Comunale due baluardi complementari e discosti della contemporaneità sonora, figure speculari di un mondo fatto anche, e soprattutto, di sperimentazione.

Il guru della mescolanza sonora – il musicista, compositore e attore giapponese Sakamoto – colui che fra la tradizione musicale d’oriente e il pionierismo elettronico d’occidente ha posto un ponte, il proprio, si unirà sul palco a quel Carsten Nicolai meglio conosciuto come Alva Noto, nave scuola fra i flutti impalpabili delle melodie digitali.

Due background apparentemente discordanti, i loro, già autori di cinque album in duo, e fautori di un’interazione artistica che ha raggiunto, nel corso dei live, picchi di inusitata perfezione acustica, fra partiture scritte e parti riservate all’improvvisazione.

Dopo l’anteprima del concerto al Comunale, la quattro-giorni del roBOt Festival avrà luogo a Palazzo Re Enzo dal 10 al 13 ottobre, ramificata nel cuore di Bologna fra importanti club e gallerie d’arte cittadine (OltreDimore, Spazio Elastico, Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, Ono Gallery, Libreria Giannino Stoppani), nel ventre delle arti digitali, delle sonorità dance, techno, club culture, e del più colto pionierismo elettronico su scala mondiale.

Riuscitissimi sono gli assemblamenti: è il caso del gruppo corale per la  “Wolf + Lamb Night”, trionfo dance d’importazione newyorkese, composto da Gadi Mizrah assieme a Soul Clap, No Regular Play, Slow Hands, e del virtuoso duo Plaid, con Ed Handley ed Andy Turner a innalzare l’elettronica a suggestione introspettiva, o di Marcel Dettmann e Ben Klock, fari del fascinoso club berlinese Berghain.

Ma numerosi e nondimeno curiosi sono anche i singoli artisti in cartellone: dall’inglese James Golden, punta di diamante dello scenario elettronico dell’ultimo decennio, forgiatore di house e sinfonismo, e Nathan Fake, che presenterà a Bologna il suo ultimo album, agli Steam Days, e Gold Panda, Tiger&Woods, Oneohtrix Point Never, Scuba, Julio Bashmore, Hype Williams, Vessel, Francesco Tristano, Memoryman aka Uovo, Analogue Cops feat Lucretio e Buck.

Fra le novità della quinta edizione del roBOt festival c’è il coinvolgimento, da mercoledì 26 settembre, in cinque spazi-satellite orbitanti attorno a Palazzo Re Enzo, di alcuni artisti selezionati tramite il bando di ricerca “call4roBOt”: presso la galleria OltreDimore di Piazza San Giovanni in Monte 7, ad esempio, il designer di moda e pubblicità Cristian Grossi allestirà una video installazione a metà fra kitsch e edonismo, fra mistico ed eros, mentre Marco Morandi avvierà il “Progetto Lucina” con cui lo spettatore, suonando una tastiera, aziona e relaziona alcuni oggetti luminosi.

Per la sezione “Screenings”, invece, sarà proiettato un film documentario di Will Lovelace e Dylan Southern – Shut up and play the Hits – sull’ultima, epica esibizione degli LCD Soundsystem al Madison Garden di New York, mentre una serie di workshop tematici, incentrati sui network digitali e le tecnologie partecipative, vedranno alternarsi esperti di musica e di comunicazione da giovedì 11 a sabato 13 ottobre.