Nel decidere se aumentare la Tarsu, la tassa comunale sui rifiuti o l’Irpef del suo Comune, di certo il sindaco di Besana Brianza Vittorio Gatti può dormire sonni tranquilli. Perché tanto lui, pur essendo il primo cittadino di quel paese di 15mila anime in Provincia di Monza e Brianza, non ne subirà le ricadute. Gatti, nato nel 1944 a Besana Brianza, non condivide con i suoi concittadini le tasse che decide di emanare.

Vivrà in un paese vicino? Nossignore. Gatti, nella vita geometra con una partecipazione in un’impresa che si occupa di immobili e una lunga carriera nell’urbanistica, non si preoccuperebbe nemmeno delle tasse decise dal Governo italiano. Perché la sua residenza (di certo fino al febbraio 2012) era fissata a Massagno, in Svizzera. E le tasse, da sindaco di una coalizione di Centrodestra che raggruppa Lega Nord, Pdl e Udc, le paga in Canton Ticino. Un’informazione non nota, dato che sulle pagine bianche Gatti figura residente a Besana, tra i contatti del suo sito www.gattisindaco.com e anche sulla tessera del Pdl ha fatto mettere un indirizzo brianzolo. E sul portale allestito in occasione della campagna elettorale del 2009, la presentazione che Gatti fa di sé delinea una persona che ha sempre partecipato alla vita di paese.

«Son nato nel cuore di Villa Quirici, de bagài, giocavo nella curt del mitico Dutùr Valenti, fino agli anni ‘70, mi sono impegnato nell’edilizia cooperativa in Brianza – racconta Gatti, facendo riferimento a posti e cognomi besanesi – Professionalmente ho allargato l’attività dello Studio Gatti che a tutt’oggi serve direttamente o indirettamente i primi 200 Istituti di credito italiani e, per trasparenza fiscale, sono fiero d’essere sempre stato, tra i professionisti besanesi, uno dei primissimi contribuenti». E quando deve spiegare dove abita Gatti non ha dubbi a specificare la sua besanesità. «Dal 2000 sono andato a stare vicino alla villetta della mamma a Cazzano (frazione di Besana ndr), dove volentieri ho partecipato alla ristrutturazione del Centro culturale San Clemente e, in Besana, alla costituzione dell’associazione amici dell’arte di Aligi Sassu», scrive Gatti. E poi, sempre parlando di sé, ci tiene a precisare: «Cresciuto qui Besana con tante opportunità di studio, di lavoro e di carriera sono in debito verso la mia città e vorrei ora saldare il conto». Simbolicamente, perché il conto economico Gatti lo versa agli elvetici.