La recessione in Italia e Spagna si sta “intensificando”. Lo dice Standard & Poor’s in un rapporto. L’agenzia rivede in peggio anche le stime di crescita dell’eurozona per il 2012 a -0,8% ed invariata nel 2013. In precedenza aveva stimato una contrazione del Pil nell’eurozona dello 0,7% quest’anno e una crescita dello 0,3% nel 2013.

Ancora peggiori le revisioni per il Pil della Spagna con una stima per il 2013 che passa da -0,6% a -1,4 per cento. Quanto all’Italia, S&P parla di una “recessione più profonda” mentre non mancano i segnali preoccupanti per la Francia che viene vista “impantanata” senza nessun crescita. “I dati confermano la tesi che l’eurozona sta ricadendo in recessione”, sottolinea S&P. “La riduzione dei deficit di bilancio da parte dei governi non ha avuto quei benefici che si attendevano sui tassi d’interesse che i Paesi periferici dell’eurozona devono pagare sui mercati, ma l’azione della Bce potrebbe invertire la rotta”, ha detto il capo economista di S&P per l’Europa, Jean-Michel Six.

Reazioni compostamente negative sui mercati con i titoli di Stato spagnoli e italiani che hanno continuato a surriscaldarsi. A metà seduta il Bonos decennale registra rendimenti in crescita al 5,67% per uno spread col Bund tedesco di pari durata a 415 punti base, mentre il Btp tratta al 5,08% con un differenziale rispetto ai titoli tedeschi a 355 punti. Stamattina Madrid ha venduto titoli di Stato a 3 e 6 mesi per complessivi 3,98 miliardi di euro, 20 milioni in meno del’obiettivo massimo prefissato, registrando un aumento dei tassi.

E’ andata meglio all’Italia, che ha collocato titoli del nuovo Ctz al 2014 per un valore di 3,93 miliardi euro, contro un tetto massimo di 4 miliardi, ma soprattutto con interessi in calo: il tasso medio è sceso al 2,532% dal 3,064 per cento dell’ultima asta del genere, tenuta lo scorso 28 agosto. Il Tesoro ha venduto anche Btp indicizzati per 1,5 miliardi di euro, con scadenze nel 2016 e nel 2021, rispettivamente per 1,003 miliardi e 496 milioni.

Intanto le borse viaggiano in semiparità con l’eccezione di Milano che sta cedendo 1,07 per cento.