Torna la tensione sui mercati finanziari del vecchio continente. Colpa di una serie di fattori che si sono incrociati. Da una parte l’attendismo del cancelliere Angela Merkel sull’unione bancaria europea, contrastato dall’opposta accelerazione su cui punta il presidente francese Francois Hollande. Dall’altra il tema degli aiuti alla Spagna, che Madrid continua a non chiedere, anche se gli investitori aspettano il primo ministro iberico Mariano Rajoy al varco, mentre il commissario europeo alla concorrenza, Joaquin Almunia, ha detto che l’esitazione del governo su un’eventuale richiesta di aiuto sarebbe “molto rischiosa”.

E da Berlino arrivano conferme parziali all’indiscrezione riportata ieri dallo Spiegel, secondo la quale il fondo di salvataggio permanente per la zona euro (Esm) potrebbe essere aumentato fino a 2.000 miliardi di euro – unico punto, quello della somma, che il governo tedesco ha vigorosamente smentito – rispetto ai 500 miliardi previsti per sostenere eventuali richieste di aiuto di grandi Paesi come l’Italia e la Spagna. Nel mezzo il buco greco che secondo quanto trapelato nel finesettimana, dovrebbe essere raddoppiato a 20 miliardi di euro, vanificando di fatto gli aiuti ricevuti da Atene fino ad ora con i relativi tagli subiti dalla popolazione. 

A condire il tutto, il dato dell’indice Ifo che misura la fiducia delle imprese in Germania e viene rilasciato ogni mese dall’Institut für Wirtschaftsforschung di Monaco, che è risultato inferiore alle attese. E così le principali Borse europee hanno viaggiato in negativo per tutta la seduta, con Milano nella media, che ha chiuso a -0,78%, dietro a Madrid (-1,12%) e Parigi (-0,95%). A Piazza Affari la peggiore è stata Mediaset (-4,6%), che ha risentito delle stime di Kepler sulla raccolta pubblicitaria, l’utile 2012 e il dividendo, atteso pari a zero, ma anche delle attese sull’asta per La7 oggi aveva in calendario la presentazione delle offerte non vincolanti. Male anche le banche, in primis Ubi (-2,7%) e il Monte dei Paschi di Siena (-2%) che arretra in attesa delle decisioni comunitarie sugli aiuti di Stato programmati. Tra le migliori, Fiat (+2,5%) sostenuta dalla conferma degli obiettivi di bilancio da parte dell’ad Sergio Marchionne nel giorno della polemica con Diego Della Valle.  

Sul fronte dei titoli di Stato, poi, dopo una fiammata i Btp decennali hanno chiuso in parità rispetto a venerdì, con rendimenti al 5,03%, mentre il Bund tedesco di pari durata si va raffreddando, col risultato che lo spread è arrivato a 347 punti. 

Venerdì scorso il ministro delle Finanze tedesco, Schaeuble, ha dichiarato che la Spagna non ha bisogno di un piano di salvataggio, visto che gode di un’economia stabile. D’altra parte gli investitori continuano a scommettere che a breve la quarta potenza europea alzerà bandiera bianca e chiederà un pacchetto di aiuti all’Europa. Per questo i listini continuano a registrare un andamento altalenante che in gergo viene definito volatile. Sul fronte dell’unione bancaria, invece, nei giorni scorsi il presidente francese e la cancelliera tedesca  hanno avuto un incontro che tuttavia non ha sortito effetti sul fronte del progetto della supervisione bancaria in zona euro

In Europa “gli investitori sembrano riluttanti ad aprire nuove posizioni finché  non verranno chiarite le decisioni che prenderà la Spagna circa una richiesta o meno degli aiuti Esm”. Spiegano i Forex Morning Comments a cura di Michael Hewson (senior market analyst) e Tim Waterer (senior trader) di Cmc Markets. “Nella settimana entrante – continuano Hewson e Waterer – i trader sembrano privi di ragione per procedere ad ulteriori acquisti degli asset più rischiosi, almeno fintanto che non giunga qualche segnale positivo circa il fatto che gli stimoli delle banche centrali non inizino a dare i loro frutti. Il mercato oggi sta dimostrando di avere bisogno di risposte più convincenti delle semplici indiscrezioni che vedrebbero già in negoziazione funzionari Ue con il governo di Madrid con la possibilità di ascoltare un annuncio a tal proposito già questa settimana”. 

Intanto il governo tedesco ha ammesso che è allo studio la possibilità di aumentare la dotazione di fondo del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), attraverso il coinvolgimento di investitori privati, ma ha smentito le ipotesi di un eventuale incremento a 2mila miliardi di euro. La cifra è “abbastanza illusoria“, ha detto a Berlino il portavoce del ministero delle Finanze Martin Kotthaus ammettendo che il potenziamento della leva finanziaria è un’opzione e ha ribadito come un eventuale aumento potrebbe avvenire solo attraverso la partecipazione di investitori privati, visto che il contributo della Germania non può superare l’attuale tetto di 190 miliardi di euro.