“Ci sarà una coalizione con il Pd, ma soltanto se si capovolge l’agenda Monti“. Lo afferma Nichi Vendola nel suo intervento alla festa dell’Idv a Vasto. L’alleanza “c’è se a pagare saranno le grandi ricchezze e non il lavoro dipendente. C’è se si assomiglierà a Hollande e non alla troika di Bruxelles”. Il leader di Sel ricorda che “quando ci siamo visti con Bersani quest’estate, io ho detto che Sel era disponibile a un’alleanza, ma se si cambiava rotta rispetto al governo”.

“Ciò che noi chiamiamo moderati“, continua il leader di Sel, “ha impedito per diversi decenni di fare i conti con la modernità, con il cambiamento nei costumi, nei diritti civili. Abbiamo il dovere di costruire la coalizione del cambiamento non di mettere insieme come una forzatura le nostre agende”. Riferendosi alla foto dell’alleanza che lo ritraeva con Antonio Di Pietro e con Pierluigi Bersani l’anno scorso, ha poi dichiarato di essere riconoscente per l’invito, perché “non volevo perdermi la foto”, che in passato era solo un “ritratto di tre uomini e tre segretari di partito, ma non c’era l’apertura alla società civile. Senza donne, senza movimenti e senza società civile”. Su Casini ha aggiunto: “Non la facciamo più questa discussione che riguarda l’Udc e Casini. L’incompatibilità è nelle cose”.

Alla domanda se si presenterà alle primarie, ha risposto: ” Dipende da che cosa sono. Se le primarie diventano la resa dei conti nel Pd, no grazie, non ho la tessera di quel partito, non è il mio luogo”. “Per me il presupposto è la ricostruzione della coalizione. Il centrosinistra è un popolo dal quale non riesco ad immaginare l’assenza dell’Idv”, ha osservato ed ha aggiunto: “Non dobbiamo cercare il compromesso al ribasso”. ”No ad un centrosinistra che sia solo l’abracadabra per aprire le porte del Palazzo”.

La coalizione del centrosinistra dovrebbe essere altro: “Dovrebbe battersi per i diritti dei lavoratori a cominciare dal ripristino dell’articolo 18 e dovrebbe essere dalla parte delle famiglie e delle classi meno abbienti. Dovrebbe, insomma, capovolgere l’agende del governo Monti”.