Siamo tutti persuasi che il personale sia politico. Ma nessuno si era mai spinto fino al punto di Nichi Vendola che ogni giorno si fa esplodere in pubblico – con tecnica talebana, ma ordigno solamente retorico – per rivendicare il suo diritto alla felicità familiare e intanto minare l’alleanza Bersani-Casini che minaccia di escluderlo.

E il giorno dopo affermare il suo inalienabile bisogno di paternità, forzando un ulteriore tabù cattolico, l’adozione di figli da parte di una coppia omosessuale, per mandare in frantumi le due componenti del Pd, quella devota alla celeste famiglia, guidata dalla nubile Rosy Bindi, e quella laica dei mangiatori di preti emiliani.

Solo la buffonesca messinscena del Partito dell’Amore – ideato un tempo da Schicchi e Moana Pozzi – aveva usato il corpo per una finalità tanto esplicitamente politica da trasformare i nudi nel proprio manifesto, e i bisogni del cuore in un programma. Nicole Minetti ne ha tratto, assai recentemente, tutte le più furbe conseguenze, per lo più contabili. Solo Nichi ha ridato una perfetta dignità a quelle istanze facendo del proprio corpo il principale strumento politico. Il tutto per un doppio scopo, come piaceva a Togliatti.

Il Fatto Quotidiano, 21 Settembre 2012