Finiti i tempi del Nano Testanera, ormai prossima alla conclusione la parentesi dei tecnici catto-plutocrati, sul mercato politico si sono aperti ampi spazi. E mentre Pd e Pdl discutono aspramente di leadership inesistenti a pochi passi dal baratro, nuovi soggetti vanno all’arrembaggio in nome della democrazia diretta. Li chiamano populisti, anti-politici. Ma demonizzare non serve. Proviamo a conoscerli, proprio mentre la burrasca in casa grillina sembra rompere il monopolio fin qui esercitato dal Movimento 5 Stelle sui cittadini nauseati dai vecchi giochi di potere.

Strizzatori d’occhio – Nati a Milano all’interno della cerchia dei Navigli, ben insediati pure a Forte dei Marmi, hanno raccolto l’eredità dei Girotondi rendendola ancora più virale. Infatti il “web” degli Strizzatori – guidati dal mimo Bistecca, ex funzionario dell’Ente Nazionale Circhi – è la strada, lo scompartimento ferroviario, il supermercato. Si riconoscono dalla caratteristica strizzata d’occhio sinistro, semplice e radicale gesto d’intesa sulla necessità di rompere con la vecchia politica. Almeno nove persone che si strizzano l’occhio sinistro nel raggio di trecento metri formano un Instant Group, che si scioglie poi al termine del dibattito estemporaneo on the road.

Gli Strizzatori non si parlano e ricorrono a una mimica che dice tutto sulla loro voglia di spazzare via una volta per tutte la casta che asfissia il paese: fare spallucce, allargare le braccia, occhi al cielo, testa in movimento destra-sinistra e avanti-indietro. Motto: “Non parliamone neanche”. Possibile alle elezioni del 2013 un apparentamento degli Strizzatori d’occhio con “I Patiti della Briscola” di Cusano Milanino. Ma all’interno degli Strizzatori, il Gruppo Informale Burraco ha già fatto sapere che così si svende, per pura demagogia, un prezioso patrimonio ideale.

Benigni Madonna Bona – Cresciuto per germinazione spontanea nelle Case del Popolo della Garfagnana, ormai radicato in tutta la Toscana e il nord dell’Umbria, il movimento Benigni Madonna Bona rappresenta anche un’astuta operazione di marketing. Ha confessato il portavoce Furio Sbrana: “Con noi Benigni ‘un centra ‘na fava. Ma il nome tira, mica siamo grulli. Noi si è Benigni nel senso che si va d’accordo per principio, tra noi ‘un si litiga mai, ‘un s’insulta quei poveracci dei politici, ‘un si espelle nessuno, si fa pappa e ciccia con tutti e si vuol cambiare il modo di fare politica con la gentilezza. Caro assessore, voi fare l’inceneritore? E fallo, che poi si more a frotte e te ne accorgi, maremma suina”. I militanti di Benigni Madonna Bona ignorano il web e comunicano in modo alternativo da collina a collina con i fumi delle rosticciane a base di costine e castrato, che sono anche nel simbolo del movimento. 

Platanisti Sopraelevati – In tanti dicono di voler volare al di sopra delle meschine beghe politiche, i Platanisti sopra ci volano davvero. Ispirati dall’asceta Simeone, vissuto per quasi quarant’anni in cima a una colonna, stanno occupando i rami più robusti dei classici alberi urbani, un’azione che, dalla semplice denuncia di pochi coraggiosi isolati contro la cementificazione, coinvolge oggi, in una Rete aerea che copre mezza Italia, diverse migliaia di militanti. Vegani di stretta osservanza, alleati dei No Tav e dei No Cav, i Platanisti aborrono ogni tecnologia, tranne i richiami per starna e beccaccia che consentono loro di modulare i temi caldi del movimento senza paura di essere pizzicati da un fuori onda: “Perché diavolo occupiamo solo platani e non i tigli e le querce?” “A fine novembre che si fa, si scende?” “L’attaccamento al proprio platano per più di due mesi è un segno di cattiva politica?” “Se i simpatizzanti recapitano a un occupante di platano una frittatina col formaggio, in via eccezionale non la si potrebbe mangiare?”. I Platanisti sono specializzati in flash mob statici e comizi volanti. La scorsa settimana il NSD (Nucleo Silente Dirigente) dei Platanisti ha rifiutato l’adesione di un politico fallito perché non se lo filava più nessuno, adesso Rutelli ci proverà con quei boccaloni del Pd.

Politology – Scientology vuol purificare, per gradi, lo spirito degli adepti. La missione di Politology punta a creare, poco alla volta, dei cittadini solari, realizzati e vincenti contro la vecchia politica e per questo si propone come serbatoio di motivatissimi militanti per tutti i movimenti che si oppongono alla vecchia politica. “Spiriti politici maligni di altre epoche stanno ancora possedendo troppi italiani” scrive Primo Angelo (nome dietro cui si cela il profeta di Politology) nella prefazione alla bibbia del movimento, “Come difendersi dalle dinamiche intime della vecchia politica”. Appena entrati in Politology, lo step iniziale verso il risveglio politico, è gratuito. L’adepto scarica la sua energia negativa su un tubo di metallo con cui successivamente lo si sodomizza. Il tubo rappresenta ovviamente la vecchia politica e quando viene estratto il sollievo è immediato. Gli altri step (a pagamento) sono segreti e li conosce solo lo Staff degli Illuminati.

di Andrea Aloi

 

Il Misfatto, inserto satirico de Il Fatto quotidiano, domenica 16 settembre 2012