Sono diverse le pratiche messe in campo da consiglieri comunali e municipali per ottenere benefici e soldi oltre quelli previsti. Meccanismi, escamotage, che Umberto Croppi, oggi direttore della Fondazione Valore Italia, uomo forte di Fli, ha visto e conosciuto quando occupava il ruolo di assessore alle Politiche culturali nella giunta comunale del sindaco di Roma Gianni Alemanno. Si parte dal rimborso spesa chilometrico: “Quando il consigliere comunale o municipale viene eletto si prende la residenza in comuni distanti dal capoluogo per prendere il rimborso chilometrico. Rimborsi che vengono commisurati al numero di riunioni a cui si partecipa e questo – continua – produce l’aumento di commissioni e del numero di riunioni, spesso inutili”. L’altro meccanismo è farsi assumere da un’azienda dopo l’elezione così che lo stato possa pagare l’azienda per le ore non lavorate in base all’impegno pubblico. Croppi spiega che dietro la sua estromissione dalla giunta Alemanno c’è anche la divergenza con il sindaco su queste pratiche: “La mia uscita dalla giunta Alemanno coincide con la parentopoli. Alemanno alla fine è rimasto succube delle pressioni dei gruppi – afferma -, dell’equilibrio interno al consiglio comunale che è dettato da logiche di questo tipo”. E sul caso Fiorito in Regione Lazio aggiunge: “Non è un caso singolo, ma prassi consolidata. Siamo sicuri che sia l’unico ad aver comprato l’auto con i soldi del gruppo?”  di Nello Trocchia