Mediobanca, vista la “manifestazione di interesse” di Berlusconi per La7  avrebbe deciso di scartarla per evitare il rischio di una eccessiva concentrazione di frequenze e di risorse.

In altre parole la banca ha svolto una positiva “attività di supplenza” rispetto alle Autorità di controllo e al governo che non hanno trovato neppure il tempo di sussurrare, quanto meno, qualche parola di “cauta preoccupazione”

Dobbiamo così prendere atto che i tecnici possono forse pronunciare qualche garbata critica a Marchionne, ma ancora non sono stati abilitati a prendere posizione quando gli affari sfiorano il proprietario di Mediaset, nonchè socio di riferimento del principale partito che sostiene Mario Monti.

Cosí per due giorni si è presa seriamente in considerazione l’ipotesi che Mediaset si pappasse anche La7, alla faccia del conflitto di interessi e della vergognosa maglia nera che l’Italia continua ad indossare in materia di libertà di informazione e del mercato dei media e della pubblicità. Del resto il tema è quasi totalmente scomparso dalla agenda del governo e dello stesso confronto politico.

Berlusconi, in realtà, non ha mai pensato di acquistare La7, vuole solo capitalizzare, in senso letterale, e vuole farlo prima delle prossime elezioni, a scanso di pericoli.

La trattativa in atto riguarda, in primo luogo, l’asta delle frequenze che il ministro Passera dovrebbe indire, ma modi e tempi non sono ancora stati resi pubblici, peraltro dovrà pronunciarsi anche l’Autorità di garanzia delle comunicazioni, intanto il tempo passa…

Quanto costeranno le frequenze? Quale sarà lo scambio? La Rai darà il via libera alla cessione dei suoi impianti e alla Costituzione di una nuova società, insieme a Mediaset, per la gestione in comune?

La 7 andrà ad un “pericoloso editore” che voglia garantire l’autonomia editoriale e l’acquisizione di nuove quote di mercato o finirà nelle amichevoli mani di chi saprà tirare il freno a mano, al momento opportuno, come hanno segnalato i combativi rappresentanti del comitato di redazione?

Per altro questi “morbosi interessi” hanno ripreso forza da quando la7 ha osato dare volto e voce ad autori che Berlusconi aveva fatto espellere dalla Rai. Non si tratta di ipotesi campate in aria, perché nel passato tutto questo è giá accaduto, anche a prescindere dalla volontà del venditore.