C’era un “sistema” targato Regione Lombardia che faceva entrare denaro nelle casse della Fondazione Maugeri. Ad affermarlo è Gianfranco Mozzali, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sull’istituto di Pavia che coinvolge anche il governatore Roberto Formigoni, indagato per corruzione. Tanto che “è anche capitato, in alcuni casi, di elaborare delle ipotesi di delibera, nel senso che calcolavamo il risultato che la Fondazione avrebbe raggiunto qualora fossero stati recepiti determinati parametri dalle delibere regionali”. Passerino, dal canto suo, “con Daccò usava un linguaggio più ‘disinvolto’ nel senso che spesso mi riferiva di avergli detto di ‘darsi da fare col suo Presidente’ e che si ‘desse una mossa’ a fare quello che lui chiedeva”. 

Ma non solo: Mozzali, “factotum” dell’ex direttore amministrativo della Maugeri Costantino Passerino, fa mettere a verbale che “qualsiasi erogazione dalla Regione Lombardia alla Fondazione passava attraverso un pagamento a Daccò (Pierangelo Daccò, uomo d’affari in carcere per l’inchiesta, ndr)” e parla di un “sistema consolidato” degli stanziamenti a favore della Fondazione. Mozzali racconta ai magistrati che una settimana prima del suo arresto per il crac del San Raffaele Daccò “ha detto a Passerino, il quale era preoccupatissimo, di stare tranquillo in quanto lui aveva sistemato i suoi conti in modo tale che non risultassero uscite verso politici o funzionari pubblici e che il denaro rimaneva nella sua disponibilità”. 

Un rapporto talmente stretto tra Fondazione Maugeri e Regione che “se fosse cambiata la giunta, la Maugeri avrebbe potuto perdere tutti i benefici riconosciuti” ha aggiunto Mozzali che si è soffermato anche “sull’aumento significativo negli importi complessivamente riconosciuti ed erogati dalla Regione Lombardia a favore di Fondazione Maugeri”. Aumento, ha aggiunto, “dovuto senz’altro all’azione di Daccò”.

Secondo la Regione “sono privi di fondamento gli scenari descritti nel verbale dell’interrogatorio di Gianfranco Mozzali, uno degli arrestati nell’inchiesta sulla fondazione Maugeri”. La nota del Pirellone sottolinea che “per quanto riguarda il presidente Roberto Formigoni e la Regione Lombardia, gli scenari dipinti dal signor Mozzali – ad essi del tutto sconosciuto – sono privi di qualsiasi fondamento”.