Segni di crepe sono stati scoperti in un reattore di Tihange, la seconda centrale nucleare del Belgio. Lo ha reso noto la Electrabel, il gruppo da cui dipende la sussidiaria Synatom che gestisce l’impianto atomico. In una nota la compagnia ha spiegato che “dalle prime indagini condotte nell’impianto di Tihange 2 sono emersi segni simili a quelli già riscontrati a Doel 3”, uno dei reattori della più grande centrale del Paese. Il governo belga ha annunciato per i prossimi anni una graduale uscita dal nucleare ma nel 2011 l’energia atomica copriva ancora il 54% del fabbisogno di energia elettrica. 

Ad agosto il Belgio aveva fermato il reattore da 1.006 megawatt di Doel 3, a nord di Anversa, per l’individuazione di possibili crepe nel serbatoio principali e in seguito il provvedimento era stato esteso alla centrale di Tihange, vicino a Liegi. Nel comunicato si spiega che “ci vorranno diverse settimane prima di avere risposte definitive” sulle crepe e nel frattempo la centrale di Tihange resterà chiusa.

I problemi alle due centrali sarebbero legati ai vasi di contenimento costruiti negli anni ’70 dalla società olandese Rotterdamsche Droogdok Maatschappij che nel frattempo ha cessato l’attività. L’azienda ha costruito una ventina di reattori nel mondo, almeno 10 in Europa. Da tempo la Commissione europea ha chiesto di avviare ispezioni a tappeto per identificare problemi di questo tipo ma non ha nessun potere per imporre questa misura.