Cosa succede durante una sessione plenaria del Parlamento Europeo?

Le plenarie di Strasburgo, convocate una volta al mese, servono a discutere e votare proposte di legge, emendamenti e risoluzioni. Il resto delle attività, in particolare delle commissioni, avviene a Bruxelles, mentre i dipartimenti amministrativi del Segretariato sono a Lussemburgo. 

Le istituzioni europee si basano sul principio del bicameralismo imperfetto. Le deleghe sono infatti distribuite tra Parlamento e Consiglio dell’Unione Europea, una sorta di Consiglio dei ministri europei. Ci sono anche il Consiglio d’Europa e il Consiglio europeo, che però hanno altre funzioni. 

Questa sessione plenaria ha ospitato l’atteso discorso sullo Stato dell’Unione del Presidente della Commissione Europea Joao Barroso (da non confondere con il Presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz, il quale potrebbe essere paragonato al Presidente della Camera, né con il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, che potrebbe essere definito un superministro dell’economia e degli esteri). Il discorso, e il successivo dibattito con i capogruppo delle forze politiche presenti in Parlamento, definisce le linee politiche ed economiche del Parlamento per i mesi successivi. 

Tra gli altri argomenti di cui si è discusso in plenaria (qui l’elenco completo) c’è da registrare un’importante decisione in termini di politica energetica: gli Stati membri dovranno infatti adottare nuove misure obbligatorie per il risparmio energetico nelle imprese pubbliche e dovranno prevedere ristrutturazioni di edifici pubblici per ridurre i consumi. Le grandi aziende saranno inoltre sottoposte a controlli a cadenza quadriennale da parte di organismi indipendenti al fine di verificare le politiche di risparmio energetico. L’obiettivo è un risparmio annuale del 20% (e di 50 miliardi di euro) di energia.

Ci sono cinque temi all’ordine del giorno che mi hanno colpito particolarmente, sia per l’interesse personale che per un’altra, più beffarda, ragione:

1. Una vera unione bancaria, democratica e trasparente

“I deputati voteranno una risoluzione per avvertire i governi nazionali che la prevista unione bancaria dovrà essere ambiziosa e che il tono della discussione attuale rischia di inviare un messaggio sbagliato.”

2. I deputati chiedono una nuova strategia per la politica estera

“Il Parlamento intende chiedere un nuovo concetto strategico per l’azione esterna dell’Unione europea, volto a valorizzare la coerenza e l’efficacia della politica estera dell’Unione europea. Nel dibattito di martedì pomeriggio i deputati si concentreranno sulla situazione tragica in Siria e sugli sviluppi politici in Russia, incluso il caso delle Pussy Riot.”

3. Presunte prigioni della CIA in Europa: i deputati sollecitano gli Stati membri a indagare

La proposta stabilisce che gli Stati membri dell’UE devono condurre indagini per scoprire se ci siano state prigioni segrete o strutture sul loro territorio nelle quali fossero detenute persone del programma di consegna e detenzione segreta della CIA, nei primi anni del 2000. In particolare, Lituania, Polonia e Romania sono incoraggiate a aprire o riprendere indagini indipendenti.

4. Apertura del mercato europeo dell’audiovisivo

“Sono necessarie misure per migliorare l’accesso alle opere audiovisive online – film, musica o ritrasmissione (streaming) – soprattutto oltre i confini nazionali e le barriere linguistiche, sostengono i deputati in un progetto di risoluzione”

5. Asilo: i deputati chiedono maggiore solidarietà fra i paesi UE

“Un sistema permanente per la rilocalizzazione delle persone che beneficiano di una protezione internazionale all’interno del territorio dell’UE rafforzerebbe la solidarietà fra i paesi europei in materia di asilo”

Queste cinque votazioni sono accomunate da una procedura: sono ‘risoluzioni non legislative’. In sostanza il Parlamento Europeo vota ma non legifera. E non legifera perché non ne ha competenza.

Le deleghe del Parlamento sono state aggiornate con il trattato di Lisbona del 2009.

Il Parlamento diviene colegislatore con il Consiglio in nuovi settori, alcuni dei quali erano di competenza esclusiva del Consiglio: agricoltura e pesca, immigrazione legale, cooperazione giudiziaria, politica d’asilo, politica monetaria relativa all’utilizzazione dell’euro, fondi strutturali.

Mentre in altri nuovi settori, introdotti dal Trattato di Lisbona, quali ad esempio: energia, servizi di interesse economico generale, immigrazione, turismo, ricerca europea, sanità, sport, controlli alle frontiere, vige la co-decisione Parlamento-Consiglio.

Il Parlamento approva gli accordi internazionali, anche commerciali, siglati dalla Ue e ha il potere di proporre modifiche ai trattati.

“Ce lo chiede l’Europa” è una delle frasi più gettonate, spesso con accezione satirica, del dibattito politico in Italia. Ora ho scoperto che non sempre gli Stati sono obbligati a fare ciò che chiede. La qualità delle risoluzioni non legislative (e dunque, delle decisioni non prese) fanno pensare che in questi casi l’assenza di vincoli politici tra Europa e singoli Stati sia un limite e non un’opportunità.