Era stato preannunciato lo scorso Luglio e il Festival di Filosofia mantiene le promesse ribadendo che “si può’ ricostruire dopo il sisma anche con la cultura”. Le amministrazioni delle tre città che ospitano la manifestazione, Modena, Carpi e Sassuolo, sono infatti anche tra le più duramente colpite dal recente sisma.  Il sindaco di Carpi vede nelle giornate del 14, 15 e 16 settembre un’occasione “per restituire la città ai cittadini”.

Il concetto filosofico che quest’anno sarà sviscerato in ogni sua sfaccettatura e declinato in ogni sua forma e genere è quello di “cosa”. Il tema verrà trattato nelle sue diverse accezioni: quello negativo tratterà di come il meccanismo di produzione e consumo abbia trasformato gli oggetti in idoli e feticci e di come le trasformazioni storiche abbiano imposto mutamenti anche agli artefatti e agli stessi sentimenti verso le cose (in merito saranno chiarificatori gli incontri con Carlo Galli, Marc Augé e Umberto Galimberti), quello positivo contrapporrà a questa concezione la custodia e tutela delle cose nella prospettiva di beni comuni (Stefano Rodotà ne traccerà il quadro filosofico e giuridico).

Il Festival darà l’opportunità di assistere al guerregiar, rigorosamente teorico, di due importanti filoni contrapposti della filosofia odierna: da una parte il realismo che vede la cosa indipendente dal soggetto che la esperisce  e dell’altra la corrente idealista che ritiene che l’essere di una cosa venga determinato da ciò che ogni individuo e ogni società vi ripone. Consigliamo quindi di assistere alla tenzone ascoltando, per la parte idealista, le dissertazioni di Romeo Bodei (Presidente del Comitato scientifico) e Francesca Rigotti, mentre per la fazione opposta, John Searle – americano, tra i massimi esponenti della filosofia contemporanea – e Maurizio Ferraris

Segnaliamo anche la presenza di Andrei Linde, fisico di grande levatura internazionale che con  Antonio Masiero (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) dibatterà su come l’universo si sia fatto materia attraverso la scoperta scientifica più rivoluzionaria della fisica contemporanea: il bosone di Higgs. Un delitto perdere l’intervento di  Zygmunt Bauman, che dimostrerà come non solo le cose ma anche le identità sono diventate merci, e quello di Jarauta, che disserterà sull’estetica filosofica della natura morta nella pittura. Anche quest’anno non mancheranno le lezioni magistrali e le lezioni dei classici, le prime dedicate alla cosa in sé e allo stupore dell’esistenza degli oggetti mentre le seconde ai grandi pensatori che hanno operato una rivoluzione concettuale nel pensare le cose (utili anche a crearsi alcune basi concettuali o semplicemente a toglier la polvere dagli studi liceali). Da segnarsi (ore 22, Piazza Grande di Modena, Sabato 15) la lezione magistrale di Alessandro Bergonzoni, il performer dell’assurdo parlerà delle cose di cui ci serviamo e di cui siamo servi.

Il Festival non sarà solo un volano economico per riattivare il sistema locale dopo i danni del terremoto, ma offrirà interessanti riflessioni sul futuro di quei luoghi e di chi vi abita. Un importante dibattito sui modelli di ricostruzione post-sismica verrà condotto da Maria Concetta Mattei con esperti del settore. Il trauma subito dalle cose sarà visibile ne L’immanenza del terremoto, mostra  fotografica di Giovanni Chiaramonte. La fotografia sarà inoltre degnamente rappresentata dalle opere del grande Edward Weston a cui sarà dedicata una retrospettiva.

Naturalmente il Festival avrà anche momenti capaci di alleggerire la mente e riempire lo stomaco. I menù filosofici ideati dall’Accademico dei Lincei Tullio Gregory forniranno l’energia per assistere al programma creativo (gratuito come quello filosofico). In cartellone Giobbe Covatta, Francesco Guccini, ma anche le performance teatrali di Stefano Benni e la musica dell’Orchestra Regionale dell’Emilia Romagna, i libri e le iniziative per bambini e ragazzi. L’occhiolino al Pop verrà più che strizzato con la partecipazione dei Soliti idioti e di Fabio Volo. La presenza di Volo ha scatenato una sassaiola di post in giro per la rete: dal “Carino da parte degli organizzatori invitare anche l’opposizione” fino a un busto di Socrate che dice: “Che […] scrivo a fare, se tra 2500 anni Fabio Volo verrà invitato al Festival della Filosofia?”

Ma lasciamo Volo.  Dopo tanto “Timore e tremore” – degli animi e del suolo – confidiamo che le parole di grandi pensatori siano d’impulso a queste terre, teoreticamente e pragmaticamente. Info: http://www.festivalfilosofia.it/2012/