A distanza di un anno dalla caduta della giunta di Pietro Vignali a Parma, il Pdl perde un altro Comune nel territorio parmense. Nelle mani di un commissario prefettizio questa volta finirà Salsomaggiore, cittadina termale e storica patria di Miss Italia, dove il sindaco è stato messo all’angolo dalla sua stessa maggioranza.

Dopo mesi di conflitti e tensioni su temi cruciali per il paese, dalle Terme al comparto del turismo, da anni in una crisi quasi irreversibile, il consiglio di venerdì sera ha determinato la caduta del primo cittadino Giovanni Carancini, a poco più di un anno dalla sua elezione.

Carancini, della Lega Nord, aveva vinto al ballottaggio il 30 maggio 2011 appoggiato da Pdl, Udc e una lista civica. Ma in questo anno di governo il cambiamento invocato dai cittadini e promesso in campagna elettorale non si è concretizzato nella realtà, nonostante i malumori manifestati nei mesi scorsi dai consiglieri e dai partiti che sostenevano l’amministrazione. Il primo segnale di questa frustrazione l’ha dato venerdì mattina il vicesindaco Lupo Barral (Pdl), che ha rassegnato le proprie dimissioni. La sera stessa, durante una seduta infuocata in cui all’ordine del giorno c’erano la discussione di una delibera sull’Imu (già bocciata a fine luglio) e del bilancio 2012, dieci consiglieri (quattro di maggioranza e sei di minoranza) hanno seguito l’esempio del vicesindaco, sfiduciando il primo cittadino e determinando la fine del governo Carancini.

Nell’incontro in cui ha chiarito i motivi del suo passo indietro, insieme al coordinatore provinciale del Pdl Paolo Buzzi, il vicesindaco ha spiegato che l’amministrazione di Carancini “non andava avanti su presupposti di tipo programmatico”, ma puntava solo a mantenere l’esistente, senza pensare a un rinnovamento per il futuro. E dopo l’esempio di Parma, in cui il Pdl è caduto insieme a Vignali, travolto dagli scandali delle inchieste su corruzioni e tangenti, a Salsomaggiore la scelta è stata quella di indietreggiare per primi.

Ora nella cittadina termale è atteso l’arrivo di un commissario prefettizio che come ha fatto Mario Ciclosi per Parma, dovrà traghettare il Comune alle prossime elezioni, che potrebbero svolgersi già nella prossima primavera. Intanto però per i salsesi si prospettano tempi duri. Con la crisi delle terme ci sono centinaia di posti di lavoro in bilico e da quando anche il concorso di Miss Italia ha voltato le spalle alla cittadina che un tempo era meta di personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, il turismo fa fatica a decollare. Lo dimostrano i grandi alberghi disseminati nel centro città, deserti e abbandonati al degrado, o i bar e le attività sul corso principale, dove un tempo d’estate la gente arrivava da tutta Italia per passeggiare, che invece oggi chiudono uno dopo l’altro.

Salsomaggiore ora dovrà ripartire da zero, come già aveva fatto nel 2006, quando anche il sindaco Giuseppe Franchi venne isolato dal suo consiglio. Ma per il Pdl (e in questo caso anche per la Lega Nord), dopo la bruciante disfatta di Parma, la fine del sindaco Carancini segna un’altra sconfitta.