In Sicilia per dirla come viene si sta consumando una porcheria. L’ennesima che vede protagonista una classe dirigente priva di scrupoli. Rosario Crocetta e Gianfanco Miccichè hanno un patto per il dopo elezioni, un patto che prevede una collaborazione di governo, ma non solo.

Il fondatore di Forza Italia in Sicilia, il braccio destro di Marcello Dell’Utri si spinge oltre e spiega a La Repubblica che il patto con Crocetta o potrebbe stringersi anche prima del voto, facendo passare un bel pacchetto di voti nel tentativo di scongiurare una prevedibile sconfitta del candidato Crocetta a favore di Musumeci o, dio ci scampi di Claudio Fava, il cui consenso che cresce a vista d’occhio sta facendo perdere il sonno ai potenti siciliani.

A dirigere a distanza  questa danza macabra ci sarebbe come al solito Raffaele Lombardo che ha prima convinto Miccichè a mollare il Pdl e a correre da solo, azzoppando la candidatura di Musumeci e oggi, con il tramite dei finiani e gli uomini di Casini e dei suoi referenti nel Pd siciliano, a comincia dal senatore Lumia e dal capogruppo al parlamento regionale Cracolici, ha limato i termini di un accordo che potrebbe avere una valenza anche verso le politiche garantendo  ai due una sicura rendita di posizione.

Crocetta dunque continua a raccattare il peggio, ha arruolato vaste pattuglie di “Forconi” (nella sua lista palermitana spicca l’ex coordinatore dei “Forconi“Calderoni), imbarcato tutto l’imbarcabile compreso il sindaco d Ragusa del Pdl, ha accolto i desiderata di Antonello Montante e di Ivan Lo Bello sul rigassificatore di Melilli, restando in questo coerente con i suoi trascorsi alla testa  delle proteste contro i magistrati che avevano sequestrato gli impianti killer del petrolchimico di Gela, al grido di “meglio morire di cancro che morire di fame!”. Ebbene adesso il candidato che annuncia per i gonzi un’improbabile “rivoluzione siciliana” getta la maschera e si allea più o meno apertamente con uno dei peggiori personaggi che ha prodotto la politica in Sicilia, un personaggio, Gianfranco Miccichè che tra le altre amenità’  che ci ha riservato mi piace ricordarlo per la straordinaria richiesta di cambia nome all’aeroporto di Palermo dedicato a Falcone e Borsellino, perché questi nomi deprimono il  turismo.

La corrispondenza di amorosi sensi tra Crocetta e Miccichè ha avuto una rappresentazione fisica a Cefalù qualche giorno fa ad un faccia a faccia tra tutti i candidati alla Presidenza della Regione, i due sono arrivato insieme e per pura coincidenza avevano la stessa identica cravatta. Ci hanno giocato a braccetto come amiconi di vecchia data, ovviamente  per tutto il dibattito nessuno dei due ha attaccato l’altro. Anzi Crocetta, mostrandosi già un vero statista, ha espresso solidarietà a Miccichè per i vili attacchi ricevuti dal Pdl.

Cosa altro deve fare Crocetta per convincere gli elettori del Pd a non votarlo?