“Gli interrogativi riguardano gli scenari politici e le soluzioni di governo: mi adopererò perché in Italia venga condiviso l’impegno a dare seguito e sviluppo a scelte di fondo concertate in sede europea”. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, intervenendo in videoconferenza al Forum di Cernobbio ha parlato degli scenari che attendono l’Italia del dopo Monti. Napolitano ha aggiunto che inviterà le forze politiche “a condividere la necessità vitale di un loro impegno convergente su questo terreno”. Per questo, ha detto ancora una volta il presidente della Repubblica, è necessario che i partiti arrivino quanto prima ad un accordo sulla legge elettorale, “da tempo necessaria per garantire la governabilità”.

Il presidente della Repubblica ha poi ripercorso le tappe che hanno portato all’insediamento del presidente del Consiglio: Grazie al “densissimo programma” di provvedimenti del governo Monti attuato in tempi “straordinariamente brevi”, oltre che al “prestigio europeo” del presidente del Consiglio, l’Italia – ha sostenuto Napolitano – “ha riguadagnato credibilità nelle relazioni internazionali e sui mercati”.

“Per quel che riguarda l’Italia – ha detto il capo dello Stato – si sa quale soluzione abbiamo trovato nel novembre dello scorso anno ad una difficile crisi politica sfociata nelle dimissioni del governo Berlusconi. Essenziale è stato poter contare sulla disponibilità di una risorsa altamente qualificata, di una personalità di grande competenza e prestigio europeo, il professor Mario Monti. Il nuovo governo, sorretto dal senso di responsabilità delle principali forze politiche, è riuscito a tenere fede agli impegni concordati in sede di Unione Europea e a dare significativi contributi al comune obiettivo del superamento della crisi dell’Eurozona”. “E’ stato in effetti realizzato in Italia – continua Napolitano – in tempi straordinariamente serrati, meno di dieci mesi, un densissimo programma di provvedimenti legislativi e amministrativi volti al risanamento della finanza pubblica e all’avvio delle necessarie riforme strutturali. L’Italia ha così rafforzato la sostenibilità della sua situazione finanziaria e riguadagnato credibilità nelle relazioni internazionali e sui mercati”. 

“Molto resta da fare – ha aggiunto il presidente della Repubblica – non ci sfuggono la persistenza del peso del debito pubblico e la complessità dei nodi ancora da sciogliere, come la la ripresa dell’economia e l’acutezza delle tensioni sociali e politiche da affrontare nel nostro Paese”.