Il Movimento 5 Stelle ha un problema reale di democrazia? Il ruolo di Gianroberto Casaleggio è spropositato? All’indomani delle dichiarazioni di Giovanni Favia mettiamo a confronto due diversi pareri. Quello di Marco Lillo e quello di Sabina Ciuffini.

Casaleggio persuasore occulto e Grillo burattino fragile nelle sue mani? Conoscendo bene la forte personalità di Beppe, non credo proprio sia questa la verità.

E, soprattutto, io guardo ai fatti: Grillo ha lasciato una carriera certamente più comoda e redditizia per provare a cambiare l’Italia, per restituire ai cittadini la titolarità piena dei propri diritti. Il Movimento 5 Stelle è una realtà concreta, con migliaia di uomini, donne e giovani impegnati ogni giorno a ragionare sul futuro del Paese.

Capisco la necessità di appoggiare questo progetto così importante a una struttura tecnica, a un consulente strategico, ovvero il famoso Casaleggio. Un signore che, onestamente, non conosco. L’ho visto in tivù da Formigli, coi suoi capelli lunghi e una signorina che lo assisteva molto devota: un’immagine che mi ha colpito perché terribilmente tradizionale, maschilista. Anche questi litigi tra Favia, Tavolazzi e Casaleggio mi sembrano baruffe da maschi, dimostrazioni di forza vecchio stile. Lo stesso Grillo, quando lancia il divieto di andare in tivù mi convince poco. Però credo che il suo lavoro sia onesto e utile. Lui, da artista vero qual è, ha lanciato un piano visionario e ora deve esserne all’altezza: ne va del suo onore personale. Il progetto è valido e interessante, spero possa portare presto a risultati sostanziali per tutti noi.

Visto l’obiettivo generale di cambiamento e responsabilizzazione, lo sfogo di Favia può essere considerato un episodio poco rilevante, davvero di nessun conto se paragonato a ciò che accade nei partiti tradizionali. Ma non mi interessa il giochino di sentirsi contenti perché gli altri sono messi peggio di noi. L’unica vera questione vera è: c’è buona fede o no in quel che sta facendo Grillo con il suo staff? Le persone del Movimento ci mettono l’anima, di questo sono sicura. Beppe troverà il modo di garantire loro trasparenza e serietà.

Il Fatto Quotidiano, 8 settembre 2012