Due nuovi attentati a Damasco oggi. Una motobomba è esplosa contro una moschea nella zona nord della città causando cinque morti tra le forze di sicurezza e diversi feriti, e poche ore dopo, l’attentato si è replicato nella zona occidentale della capitale siriana, a metà strada tra il Palazzo di giustizia e il ministero dell’Informazione. Il bilancio complessivo delle violenze registrate nella giornata è di 74 vittime di cui circa otto bambini. Lo riferiscono gli attivisti del Comitati di coordinamento locale, secondo i quali gran parte delle vittime si registrano nelle province di Damasco, Aleppo e Deir ez-Zor.

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi, a margine della riunione informale dei 27 a Pafos, ha affermato che “tutti auspichiamo l’esilio del presidente siriano Bashar al Assad. Più o meno dorato, ma è la soluzione più intelligente per lui stesso e per il suo Paese”. I ministri degli Esteri Ue, alla conferenza hanno inoltre sottolineato “il senso di grande urgenza che c’è per procedere a un’azione più incisiva dell’Ue sul piano umanitario” in Siria. Lo stanziamento di 50 milioni di euro da parte della Commissione europea per la crisi umanitaria in Siria “dimostra come l’Ue sia già di gran lunga il primo protagonista tra i Paesi che stanno venendo incontro alle esigenze del popolo siriano”, ha dichiarato Terzi.

Le Nazioni Unite hanno raddoppiato, rispetto alla stima di giugno, il numero di siriani che necessitano di aiuti umanitari. “La situazione, per il popolo siriano, è gravissima e sta diventando ogni giorno peggiore”, ha detto John Ging direttore delle operazioni dell’Ufficio per il Coordinamento degli Affari umanitari (Ocha), in un incontro con i rappresentanti dei paesi donatori, in cui ha affermato che sono 2,5 milioni le persone che necessitano di aiuti. L’aumento è dovuto all’impennata delle violenze durante l’estate, soprattutto nella capitale Damasco e ad Aleppo, la città più importante del nord del paese. Di conseguenza, le Nazioni Unite hanno raddoppiato anche la richiesta di aiuti destinati alla crisi siriana: 347 milioni di dollari, contro i precedenti 180. Di questi, 103 milioni sono già pervenuti.