Con 23 anni di contributi, un reddito discontinuo che raggiunge al massimo 11mila euro l’anno la pensione prevista è di 480 euro, pari a quella sociale. Si innalzerebbe a 880 euro lordi se un precario lavorasse per 42 anni di fila e versasse regolarmente i contributi, ipotesi fin troppo ottimistica in questo periodo di crisi e di alta disoccupazione. Sono le simulazioni prodotte dall’Inca Cgil sul futuro previdenziale delle nuove generazioni che rischiano di piombare nella povertà assoluta dopo anni e anni di lavoro malpagato. “Il nodo della questione è tutto nelle retribuzioni. Se i lavoratori atipici  – commentano dall’Inca Cgil di Roma – avessero almeno lo stipendio garantito come un professore delle scuole superiori, tra i 1700-1800 euro, notoriamente sottopagato rispetto al resto d’Europa, con un’aliquota al 33%, godrebbero di una pensione pari a 1900 lordi, dignitosa”  di Irene Buscemi