”Adesso Monti è più forte ed è più forte anche il direttore generale della Rai. I partiti non danno segni di risveglio e i nuovi vertici si prendono i pieni poteri. Ma se i tecnici a Viale Mazzini fanno solo tagli, come capitò con i Professori, possono indebolire l’azienda”. Secondo Michele Santoro “non c’è dubbio” che Carlo Gubitosi e Anna Maria Tarantola non si facciano condizionare dai partiti, ma il nuovo consiglio di amministrazione dovrà fare attenzione a come tagliare per non rischiare di finire come i predecessori ‘tecnici’ del 1993.

Il conduttore di Servizio pubblico, che insieme a Carlo Freccero aveva inviato il cv a Monti per candidarsi alla guida di Viale Mazzini, “sta a guardare”, ma è convinto che se il nuovo cda vuole cambiare davvero il servizio pubblico deve avere “linee di prodotti alternative a quelle di oggi”. Il giornalista non risparmia una dura analisi sul nuovo assetto Rai e oggi, dalle pagine di Repubblica, fa sapere di essere “in posizione di attesa”. “Non sono chiari tutti i movimenti che leggo sui giornali – dice – Eleonora Andreatta è una persona stimabile ma non so se abbia l’esperienza necessaria per guidare RaiFiction“. “Siamo in una fase -prosegue il conduttore- in cui il governo si è rafforzato. E si sono rafforzati pure loro”. Dunque, “Gubitosi è più forte e può decidere”.

Questo però non significa necessariamente saper fare buone scelte di prodotto, secondo Santoro. “A me viene in mente il Cda dei professori – dice – Volevano tagliare ma sul piano editoriale, sulle scelte di prodotto, non erano attrezzati. Ricordo che Demattè e Locatelli piazzarono Angela Buttiglione al posto di Crème Caramel, uno dei programmi di Pingitore. Fu un disastro e dovettero ripristinare il palinsesto di corsa”. Su dove tagliare, Santoro ha le idee chiare. “Si spende tanto per mantenere molti telegiornali che dicono tutti le stesse cose. La moltiplicazione delle edizioni non ha senso, soprattutto con internet che racconta minuto per minuto quello che succede”. Gubitosi e Tarantola “devono dirci dove vogliono rischiare -conclude Santoro- Sull’informazione, sullo spettacolo? Su quale terreno vogliono investire per guadagnare. Si occupino del rilancio, non solo dei tagli”.