“La politica? L’unica politica che c’interessa è alzarci la mattina e andare a lavorare”. Hanno perso fiducia nelle istituzioni i quasi duemila lavoratori della Gesip, l’azienda partecipata del comune di Palermo che si occupa della manutenzione del verde pubblico e delle strade. Dal primo settembre infatti il comune guidato da Leoluca Orlando non ha più i fondi per tenere in piedi una delle più costose aziende cittadine, attualmente in liquidazione. Da stamattina gli ex operai hanno dunque sfilato per le vie del capoluogo siciliano per protestare contro l’interruzione del contratto di lavoro. I dipendenti dell’azienda municipalizzata si sono divisi in blocchi di circa duecento persone che hanno presidiato le arterie centrali della città e la stazione ferroviaria, bloccando per tre ore i treni in partenza. Nel frattempo un altro nutrito gruppo di lavoratori in sciopero ha presidiato Palazzo delle Aquile, la sede del comune palermitano.

È in prefettura, però, che il sindaco Orlando ha incontrato il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, in visita a Palermo per il trentesimo anniversario dell’assassinio di Carlo Alberto Dalla Chiesa. “A Palermo c’è un problema serio e siamo qui per trovare una soluzione. Se ci saranno le condizioni, i fondi per la Gesip arriveranno sicuramente”, ha assicurato la responsabile del Viminale dopo aver incontrato personalmente 15 rappresentanti dei lavoratori. L’azienda municipalizzata infatti ha sospeso i lavori dopo che era saltato l’arrivo dei fondi richiesti dal commissario straordinario Luisa Latella al governo. Dal 2010 infatti il bilancio del comune palermitano, praticamente sull’orlo del default, non ha più erogato un centesimo alla società che l’ex sindaco Diego Cammarata aveva acquisito interamente nel 2004. I conti della Gesip quindi pesano da due anni interamente soltanto sulle casse dello Stato. Fino all’aprile del 2012 i 1805 lavoratori avevano continuato a percepire lo stipendio grazie alla proroga continuata di un’ordinanza della protezione civile. La stessa ordinanza che prevede anche l’erogazione di dieci milioni di euro: cinque dovevano arrivare nel maggio scorso, mentre gli altri dovevano garantire l’alimentazione delle casse della società fino all’autunno prossimo. Così non è stato e il comune ha dovuto anticipare la prima trance da fondi propri per non interrompere i servizi prima dell’estate.

Adesso però le casse municipali non permettono ulteriori azioni per prolungare i contratti. “La causa va ricercata in un decennio di sprechi oggetto anche di indagini della magistratura contabile e penale”, scrive Orlando in una nota diffusa dopo l’incontro con il ministro dell’Interno. Orlando, minacciando le dimissioni, ha già chiesto al premier Mario Monti la costituzione di un tavolo di crisi per studiare le misure possibili per salvare la Gesip. La stessa cosa è stata garantita dalla Cancellieri, che nel lungo incontro con il primo cittadino palermitano è stata anche aggiornata sulla situazione delle altre aziende ex municipalizzate. Come l’Amia, per esempio, l’azienda che si occupa dello smaltimento rifiuti e che ha un passivo di circa 55 milioni di euro. Disastrosa anche la situazione dell’Amat, l’azienda dei trasporti che ha un buco di ben 141 milioni. I lavoratori della Gesip, nel frattempo, hanno garantito che metteranno a ferro e fuoco la città. “Siamo pronti a fare la guerra – minaccia uno di loro – daremo fuoco agli autobus e alle strade, loro lo sanno, noi non abbiamo niente da perdere, loro sì”. Se dal governo non dovessero arrivare i fondi promessi, per Palermo si preannuncia quindi un autunno caldo. Anzi caldissimo.