E’ di almeno 107 morti il bilancio odierno, e parziale, del conflitto in Siria. Lo annunciano gli attivisti anti-regime di stanza a Londra, che forniscono un elenco dettagliato dei nominativi delle vittime, e denunciano nuovi eccidi a Hazza e Erbeen, nei sobborghi di Damasco, e nel villaggio di Al Fan al Shamali, in provincia di Hama.

Questa mattina secondo la tv panaraba Al Arabiya 33 persone hanno perso la vita in un bombardamento ad un edificio residenziale ad Abu Kamal, al confine con l’Iraq. L’emittente ha evidenziato che i bombardamenti aerei lungo il confine siro-iracheno proseguono da diversi giorni. In mattinata invece almeno due esplosioni state udite a Damasco nel quartiere di Abu-Rummaneh e vicino al quartier generale dell’esercito. Il bilancio è di almeno quattro ufficiali dell’esercito rimasti feriti. La tv di stato siriana ha riferito che le esplosioni sono avvenute nella via al-Mahdi Bin Baraka, a circa 200 metri dal palazzo che ospita il centro dell’esercito e in prossimità della sede di un battaglione delle forze siriane. L’area è sottoposta a numerosi e rigidi controlli in quanto ospita diversi obiettivi sensibili.

Secondo il Daily Telegraph sempre più evidenti sono le prove di una nuova recrudescenza della guerra civile siriana. Il regime infatti ha iniziato a usare una nuova arma “fatta in casa” per causare la maggiore distruzione possibile: si tratta di “barili-bomba“, fusti di petrolio riempiti di esplosivo e pezzi di acciaio e lanciati dagli elicotteri. Il quotidiano inglese pubblicando sul proprio sito un video che, secondo gli attivisti, mostra l’uso di queste bombe a Hamidiya, un quartiere di Homs.

E non cessano i bombardamenti. Anche stamani le forze governative siriane hanno preso di mira alcune aree nel nord della Siria, che i militari fedeli a Bashar al Assad considerano roccaforti dei ribelli. Le truppe di Damasco hanno usato l’aviazione per bombardare numerose abitazioni nella città di Sarja, nella provincia di Idlib, e ad Aleppo, secondo quanto denuncia l’Osservatorio siriano per i diritti umani con base a Londra. La città siriana sempre secondo il Daily Telegraph sarebbe la prima città dove nei giorni scorsi sono stati usati i “barili-bomba” da parte delle forze governative. Solo ieri l’Esercito libero siriano ha intimato al regime un ultimatum di 72 ore sull’utilizzo degli scali civili per l’aviazione militare siriana.