Il Cda della Rai avrebbe dovuto essere composto da un numero eguale di donne e di uomini. Non è stato così. Tobagi dentro, Zanardo fuori (quella de “Il corpo delle donne”, non sarà un caso). E la consueta sperequazione. Sarebbe un buon modo per correggere lo sproposito, eleggere Eleonora Andreatta, in arte Tinny, a capo della Fiction. Perché ha una solida carriera all’interno della Rai. Perché ha fama di onesta, talento per riconoscere una buona storia e voglia di faticare (siamo, noi, tutte, un pochino più sgobbone di loro. La nostra buona volontà si erge come un fallo sotto la spinta del desiderio di essere rispettate).

Ma soprattutto perché la Rai, reparto “finzione”, ha urgente bisogno di una donna. Ci vuole una donna per mettere mano all’immaginario collettivo, che la tivù forma e sforma a suo piacimento, guidato dalle modeste fantasie maschili, quando non dai loro scambi di merce: cagnette graziose che devono avere una parte perché l’onorevole Tizio o il Presidente Caio possano, offrendo opportunità mediatiche, pagare i loro minuti piaceri.

C’è bisogno della creatività femminile per riuscire a immaginare storie dove le eroine non siano sempre superbonazze, supergiovani, supervacue anche se devono interpretare un premio nobel o una commissaria o una magistrata. C’è bisogno di rinnovare i palinsesti dell’anima. Di riprogrammare il gusto. Di cestinare gli stereotipi. Dai Signora Tarantola, forza Tinny!

Il Fatto Quotidiano, 2 settembre 2012