Quando si dice “lo zar”. No, non c’è nessuna forzatura nel definire in questo modo il leader del Cremlino, vero padre padrone della Russia. Vladimir Putin che guida con pugno di ferro il paese mentre fa una vita da nababbo, immerso nelle ricchezze come uno sceicco del Golfo Persico. Repressione e lusso sfrenato. Tratti caratteristici del personaggio, già conosciuti ma resi ancora più espliciti dalle ultime notizie di cronaca e da uno sconcertante rapporto redatto da due esponenti dell’opposizione.

La cronaca, appena pochi giorni dopo il processo alle Pussy Riot che ha provocato un’ondata di indignazione internazionale, parla di un’attivista della dissidenza condannata a 8 anni di carcere per “spaccio di eroina”. In realtà, il sospetto è che la prova contro Taisia Osipova, esponente di “Altra Russia”, sia stata costruita dalla polizia. La sua vera colpa sarebbe quella di non aver voluto testimoniare contro il marito Sergeij Fomchenkov, dirigente di spicco dell’opposizione. In fondo, una storia di ordinaria repressione, con il presidente che mette a tacere le voci critiche come può, e cioè con i metodi appresi nella sua brillante carriera da ufficiale del Kgb.

Ma a volte i dissidenti sono in grado di mettere a segno dei colpi a sorpresa, che alla lunga possono fare molto male. Come il rapporto elaborato dall’ex vice premier Boris Nemtsov e da Leonid Martynyuk, attivista del movimento Solidarnost. In 32 pagine fittissime di dati, ci sono tutti gli assurdi privilegi di cui gode Putin. Una ventina tra ville e palazzi, uno sterminato parco macchine di lusso, quindici elicotteri, 43 aerei tra cui un Airbus, due Dassault Falcon “executive” e un Ilyushin II-96 con una cabina da 18 milioni di dollari il cui arredamento, pacchiano, è stato affidato ad alcuni gioiellieri. Per non parlar del bagno da 75mila dollari che, con i suoi rubinetti d’oro, riporta alla mente la volgarità megalomane della residenza dell’ex dittatore romeno Nicolae Ceausescu. E poi gli yacht. Uno con cinque ponti, vasca idromassaggio, barbecue, colonnata in legno d’acero, bagni con rivestimenti in marmo. L’altro, un 53,7 metri – per così dire più “modesto” – con piscina, cascata e una fornitissima cantina di vini pregiati.

Nemtsov e Martynyuk hanno fissato la loro attenzione anche sul polso del presidente, sempre appesantito da scintillanti orologi: mettendo insieme le foto delle sue apparizioni pubbliche, ne hanno contati almeno 11 per un valore di 700mila dollari (cinque prodotti dall’elvetica Blancpain, uno dalla tedesca Lange&Soehne, oltre ai soliti, immancabili Rolex). E, maliziosamente, hanno ricordato che il reddito dichiarato di Putin è di 113mila dollari l’anno. Quanto alle sue sontuose dimore, sono 9 quelle che si sono aggiunte alla disponibilità del presidente dalla sua prima elezione, 12 anni fa. Solo per il mantenimento di case, aerei e auto, i contribuenti russi devono pagare qualcosa come due miliardi di euro. E poco importa, come fa sapere il Cremlino, che tutti questi beni sono di proprietà pubblica. In un paese con oltre 20 milioni di poveri, la rivelazione è comunque un colpo allo stomaco difficile da incassare.

Il Fatto Quotidiano, 31 Agosto 2012

(Foto: LaPresse)