A sette anni di distanza torna a New Orleans l’incubo Katrina. Nella notte italiana l’uragano Isaac ha toccato terra, flagellato le coste della Louisiana e provocato piogge intense e pericolose mareggiate in gran parte della costa settentrionale del Golfo del Messico. Il tutto esattamente nell’anniversario della furia di Katrina, che provocò 1.800 morti. Sono già oltre mezzo milione le persone rimaste senza luce, il 75% di New Orleans al buio e oltre duemila i detenuti trasferiti in penitenziari più sicuri. Il presidente Obama ha avvertito i cittadini:  ”Ascoltate le autorità – ha detto – Se vi dicono di evacuare, evacuate”. 

Ormai a circa 90 chilometri da New Orleans, Isaac con i suoi venti violenti e le piogge torrenziali sta mettendo a dura prova il sistema di prevenzione delle inondazioni creato all’indomani del 2005. La notte scorsa ha raggiunto le coste dello stato con venti da 80 miglia all’ora, ovvero quasi 130 chilometri all’ora e nel pomeriggio ha toccato per la seconda volta il sudest della Louisiana, appena a ovest di Port Fourchon. Già si contano i primi seri danni mentre i timori per le conseguenze dell’uragano si riflettono sul prezzo del petrolio, in calo per i potenziali danni alle raffinerie e impianti nel Golfo del Messico. 

A Plaquemines Parish, vicino alla foce del fiume Mississippi, a circa 130 chilometri da New Orleans, proprio laddove l’uragano ha toccato terra nella notte italiana, le acque hanno sommerso un argine, tra Braithwaite e White Ditch, provocando l’inondazione di un’area per fortuna scarsamente popolata. L’acqua adesso minaccia le persone che non hanno rispettato l’ordine di evacuazione (almeno 2mila persone se ne sono invece andate prima della tempesta).  “Stiamo cercando di far evacuare le persone – ha detto Billy Nungesser, presidente di Plaquemines Parish. Il sindaco Mitch Landrieu ha mostrato comunque ottimismo sulla tenuta degli argini e circa un migliaio di addetti della Guardia Nazionale più altri 2900 uomini della sicurezza sono pronti a intervenire.

Al momento Isaac si sposta a circa 10km orari, diretto verso ovest-nord-ovest, con venti massimi che continuano a ‘correre a 130km all’ora e raffiche che giungono fino a 158km orari. In stato di massima allerta tutta l’area che va Morgan City, in Louisiana, fino alla frontiera tra Mississippi ed Alabama, con l’area metropolitana di New Orleans e i laghi di Pontchartrain e Maurepas. In allerta anche altre aree della costa del Golfo, compresa tutta la striscia fino a Destin (Florida) e all’estremo ovest della costa del Texas. A New Orleans, già 451mila persone sono rimaste senza elettricità e probabilmente rimarranno al buio fino a domani. Se mantiene questa direzione, l’occhio del ciclone schiverà dove non è stato emanato alcun ordine di evacuazione. Gli abitanti però rimangono chiusi nelle case.

Con l’arrivo di Isaac, è scattato anche il coprifuoco nella Saint Bernard Parish, una zona dell’area periferica di New Orleans tra le più colpite da Katrina. Rimarrà in vigore fino alle 18 di domani, ha annunciato lo sceriffo locale, James Pohlmann. Una misura analoga, riferisce il Times Picayune online, è stata inoltre applicata nelle zone dove il nuovo sistema di dighe e barriere non è stato ancora realizzato ad est della Saint Bernard Parish, in cui lunedì è stata ordinata l’evacuazione degli abitanti. Piogge torrenziali e forti venti che potrebbero raggiungere i 130 kmh creano una situazione “per cui non vogliamo nessuno nelle strade”, ha spiegato lo sceriffo. “C’è un livello di ansia creato dall’uragano che si avvicina e che è ancora più alto perchè arriva nel giorno dell’anniversario di Katrina e riporta alla memoria la nostra tragedia”.