Dopo Area C Milano si prepara a un’altra rivoluzione contro il traffico. L’obiettivo è di ridurre il numero di furgoni che entrano in centro per rifornire di merci i negozi. Una nuova piattaforma logistica davanti all’Ortomercato, nella periferia est della città, accoglierà ogni mattina camion e tir: qui scatoloni e imballaggi verranno scaricati e riordinati su altri mezzi in base alle destinazioni finali. Il progetto prevede un investimento di 3-4 milioni di euro e, nelle intenzioni dell’assessore a Commercio e Attività produttive, Franco D’Alfonso, consentirà di avere meno veicoli all’interno della cerchia dei bastioni. Ma dal sindacato del settore trasporti Filt-Cgil arrivano le prime critiche: “Il servizio merci è svolto da diverse aziende e da migliaia di lavoratori. Che fine faranno una volta che debutterà il nuovo sistema?”, si chiede il segretario lombardo Ettore Montagna. Il timore, insomma, è che molti posti di lavoro siano a rischio.

Secondo quanto anticipato dalle pagine locali del Corriere della Sera, il piano di riforma della logistica verrà presentato ufficialmente a metà settembre, negli stessi giorni in cui sarà reintrodotto il ticket per l’Area C, ora sospeso dopo la decisione presa a luglio dal Consiglio di Stato. I furgoni verranno caricati in periferia in modo da evitare viaggi multipli e veicoli semi vuoti. Il sistema sarà gestito da un nuovo consorzio misto, pubblico-privato. Un punto che secondo Montagna non è per nulla chiaro: “Qual è il futuro dei lavoratori che oggi trasportano merci in centro? Se perderanno il posto, verranno riassorbiti dal nuovo consorzio? E con quali condizioni contrattuali?”. A questi dubbi si aggiunge quello sugli spazi di libera concorrenza che il nuovo sistema sarà in grado di garantire: “Siamo sicuri che non ci saranno aziende che verranno penalizzate dalla costituzione del consorzio?”, si domanda ancora il segretario regionale della Filt-Cgil.

Ma D’Alfonso bolla queste preoccupazioni come “premature e non documentate”. “Non stiamo costituendo un’azienda di trasporti in concorrenza con le altre – spiega l’assessore –. Ma stiamo creando una struttura virtuale a cui potranno partecipare tutte le imprese. Il Comune metterà a disposizione le piazzole e il sistema informatico: la nuova infrastruttura sarà a disposizione di tutti e non interferirà con la libera concorrenza”.

Meno furgoni in centro, però, può voler dire meno autisti a guidarli. C’è il rischio che qualcuno perda il lavoro? “Non vedo questa preoccupazione – risponde D’Alfonso -. Se si perderanno alcuni posti, con la razionalizzazione della logistica se ne creeranno altri. Non mi sembra che in questo caso il problema occupazionale sia quello principale: non si tratta di una nuova tecnologia che distrugge posti di lavoro”.

Per D’Alfonso la riforma del traffico merci va nella stessa direzione di Area C: oltre a velocizzare la distribuzione delle merci, l’obiettivo è quello di ridurre il numero dei veicoli in circolazione. Compresi quindi i furgoni, che secondo le stime di Palazzo Marino rappresentano il 12,7% degli ingressi nella zona della congestion charge. Secondo Montagna, però, non è detto che la nuova logistica diminuisca il traffico di mezzi pesanti: “Molti dei furgoni diretti in centro non trasportano merci – osserva – ma sono quelli di piccoli imprenditori, artigiani, idraulici, elettricisti. Inoltre le grandi aziende oggi fanno partire i loro mezzi pieni, con un percorso che non è limitato alla cerchia dei bastioni, ma è su tutta la città. Non è detto che i camion caricati all’Ortomercato riescano a partire per il centro pieni di merci”.

Il sindacalista ha poi un altro timore: “Non vorremmo che a fronte di una riduzione del numero dei furgoni, aumenti il numero di ore lavorative per gli autisti e quindi anche delle ore trascorse dai furgoni per le vie del centro”. Secondo Montagna sul progetto è necessario un confronto che coinvolga anche i lavoratori e le aziende di trasporto. E che prenda in considerazione anche altre proposte: “Per ridurre il traffico basterebbe consentire lo scarico delle merci solo dalle 5 alle 7 del mattino. Oppure l’investimento di 3-4 milioni potrebbe essere utilizzato per incentivare la sostituzione dei mezzi oggi in circolazione con veicoli meno inquinanti”.