Anche questa è politica. Potete chiamarla inciucio, se volete, o “trasversalità'”, come preferiscono gli organizzatori. Di certo a Vedro, la convention estiva organizzata da Enrico Letta, la grande coalizione e’ già realtà. Ed è permanente.

Qui anche il privato è politico come denota  la carrozzina spinta da Francesco Boccia (Pd) e Nunzia De Girolamo (Pdl), due “vedroidi” storici ormai celebre coppia bipartisan. Letta è il vicesegretario del Pd, ma Vedro non è solo la versione fighetta di una festa dell’Unità, come maligna qualcuno tra Dro e Fies, a Trento, dove si svolgono gli eventi. Per Letta è una base personale di consenso e potere nell’élite (o aspirante tale) di quel mondo fluido tra finanza, politica e comunicazione, con la giusta dose di accademici (a cominciare dal figlio del capo dello Stato, Giulio Napolitano).

Ma è anche un modo nuovo di fare politica, il più distante da quello di Beppe Grillo: gli iscritti pagano per venire a Dro (tra 150 e 300 euro) e per sperimentare una politica fatta di biglietti da visita, relazioni, imprese, partite di calcetto, drink a bordo lago (di Garda), onorevoli danzanti col dj che chiude le serate. E poi, durante l’anno, aperitivi, anteprime di film, incontri con top manager e scrittori.

Ogni anno il quesito inevitabile, tra un calice e l’altro nelle lunghe cene a buffet, è sempre uguale: ma cosa vuole fare Enrico? (Inteso come Letta). C’e’ chi pensa che lui si senta l’Obama italiano – il tema dell’edizione 2012 sono i supereroi della Marvel – chi lo vede ministro dell’economia nel dopo-Monti e chi, più prosaicamente, ne osserva l’evoluzione nella versione di sinistra (più o meno) dello zio Gianni. Lui coscienza e “uomo macchina di Berlusconi”, Enrico garante dei rapporti tra Pd e grandi imprese, uno che nonostante l’aria da eterno laureando può piacere alla gente che piace. A quelli cioè che con Stefano Fassina non prenderebbero neppure un mojito e che di Matteo Renzi ancora non si fidano, troppo provinciale.

A #vedrò2012 il montismo dominava già quando Mario Monti era ancora alla Bocconi (due anni fa c’era già  un Corrado Passera sedotto dalla politica). E nel 2012, quindi, si deve già preparare il dopo-Monti. E che sia un Monti-Bis o qualcos’altro, i partecipanti a Vedro, da Letta in giù, sanno che questa è la grande occasione delle ex giovani promesse di prendersi tutto.

Ora o mai più.

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