“Ti faccio superare gli esami se voti mia moglie”. La richiesta fatta da un impiegato dell’università di Cassino ad una decina di studentesse ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio, con l’accusa di voto di scambio, per lui, la moglie candidata del Pdl alle elezioni comunali dell’anno scorso nella cittadina del Frusinate, e un suo collaboratore. L’indagine della polizia di Cassino è andata avanti per circa un anno. A farla scattare è stata una studentessa iscritta alla facoltà di Giurisprudenza – sorella di un candidato alle elezioni cittadine nella coalizione di centrosinistra in sostegno di Giuseppe Golini Petrarcone (Idv), poi eletto sindaco – che ha raccontato su Facebook la richiesta che le era arrivata dall’impiegato alla vigilia delle elezioni comunali. La donna candidata, moglie dell’impiegato dell’Università, ha ottenuto appena 84 voti e non è stata eletta.

“Che schifo – ha scritto la studentessa su Facebook – se voto la moglie mi fa superare gli esami”. Una “denuncia” che non è sfuggita all’attenzione di un poliziotto del commissariato di Cassino, guidato dal dirigente Francesco Puotorti. La studentessa, ascoltata dal poliziotto, che la conosceva, ha confermato di aver ricevuto quella richiesta dall’impiegato dell’Università aggiungendo che, come il suo, c’erano anche altri casi. Così, in poco tempo, gli agenti della Squadra informativa del commissariato di Cassino hanno raccolto le testimonianze di altri studenti – tutti di età tra venti e ventidue anni residenti a Cassino e nei comuni limitrofi – e in questi giorni il pm della Procura di Cassino Barbara Affinita ha chiesto tre rinvii a giudizio per voto di scambio. Se saranno accertate le loro responsabilità, i tre indagati rischiano fino a tre anni di carcere.

Il rettore dell’università, di Cassino, Ciro Attaniene, annuncia iniziative a tutela l’immagine dell’’Ateneo. “Se così fosse – commenta – saremo inflessibili nel tutelare il buon nome dell’università di Cassino e del Lazio Meridionale, dei suoi docenti, delle migliaia di studenti che hanno creduto in noi e nel nostro progetto formativo. Se le accuse saranno confermate verranno attuati tutti i provvedimenti disciplinari possibili e se si arriverà ad un processo, l’università si costituirà parte civile”. Il sindaco di Cassino, Giuseppe Golini Petrarcone, esprime “fiducia nel lavoro della polizia di Cassino e in quello della magistratura. L’azione dell’amministrazione comunale – dichiara – è stata sempre finalizzata al rispetto delle regole e della legalità”.