Otto ettari di macchia mediterranea andati in fumo e lievi danni a un ristorante. L’incendio che ha devastato per oltre sei ore una vasta area del riminese, tra San Giovanni in Marignano e Morciano, ha un bilancio pesante, che si somma ai tanti focolai che quest’estate hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco in Emilia Romagna. Sebbene non sia ancora chiaro quale tipo di innesco abbia provocato il rogo, che dalle 14 del pomeriggio fino alla prima serata ha continuato a bruciare, secondo gli operatori intervenuti è ancora una volta imputabile alla negligenza. O all’incuria.

Certo è che si è trattato di un incendio imponente, al punto che la colonna di fumo che si è levata in cielo mentre la macchia mediterranea veniva distrutta dalle fiamme era così alta da essere vista persino da Cattolica, dalla spiaggia. Dai bagnanti che, a quell’ora, prendevano il sole sul litorale emiliano romagnolo. Ci sono volute sei squadre di vigili del fuoco, coadiuvate da due Canadair, per spegnerlo. E solo in serata i vigili sono riusciti a bonificare la zona e a mettere in sicurezza l’area.

Bloccando il fuoco che, alimentato da una natura secca, e da una macchia mediterranea prosciugata dall’afa e dal periodo siccitoso che l’Emilia Romagna sta vivendo, erano giunte in prossimità di case, negozi e ristoranti. A circa 50 metri dai centri abitati siti sulle rive del fiume Conca. Ora la protezione civile si è recata sul posto per tentare di capire se sono necessarie ulteriori bonifiche, se ci sono focolai che minacciano l’incolumità della popolazione e rischiano di ardere nuovamente. Ma la situazione, rassicura il comando provinciale di Vigili del fuoco di Rimini, sembra essere ormai sotto controllo.

“E’ stato un evento di dimensioni importanti – spiega il capoturno del comando centrale – ancora non sappiamo quale sia la causa scatenante, ma fortunatamente i danni alle cose sono stati minimi, un ristorante in zona è stato lievemente colpito. Mentre nessuna persona è rimasta coinvolta. La situazione è comunque preoccupante, perché è già la terza chiamata che riceviamo da quella stessa zona. Questa stagione priva di piogge crea condizioni ad alto rischio”.

Solo da inizio estate, infatti, sono stati più di mille, circa 20 al giorno, gli interventi dei vigili del fuoco per contrastare l’emergenza incendi in Emilia Romagna, dove fino ad oggi sono bruciati poco più di 400 ettari di sterpaglie e 160 di bosco. Di questi, circa il 90% è provocato da distrazione, malapratica o incuria.

“E’ un periodo di gravissima allerta – sottolinea Maurizio Mainetti, direttore della protezione civile Emilia Romagna – abbiamo dichiarato lo stato di grave pericolosità per incendi boschivi su tutto il territorio regionale ma è necessario che per prevenire la popolazione partecipi. Se si escludono i casi in cui il rogo è provocato da persone mosse da scopi illeciti o criminali, in tutte le altre fattispecie l’incendio si sarebbe potuto evitare”.

“Purtroppo quest’estate così calda facilita i roghi – conclude il capoturno dei vigili di Rimini – tuttavia non bisogna dimenticare che il fuoco non si genera autonomamente. È sempre la mano umana che scatena l’incendio, sia per incuria, sia per negligenza. Quando la stagione raggiunge queste temperature, con un livello così basso di precipitazioni, bisogna prestare maggiore attenzione”.