Meno nove. E’ iniziato il  countdown dei precari della scuola. Il 1 settembre nella maggior parte delle scuole italiane si terrà il primo collegio docenti ma i dirigenti scolastici non sanno ancora oggi con quali insegnanti avranno a che fare. I maestri precari non sanno ancora in che scuola e classe saranno destinati. A quanti chilometri da casa. Anzi non conoscono ancora, a nove giorni dall’inizio della scuola, se avranno ancora una cattedra.

Peggio ancora: non sanno ancora in che giorno saranno convocati ai provveditorati provinciali per attendere, come se fossimo dal salumiere alla Coop, il proprio turno. Troppo difficile per il Ministero della Pubblica istruzione organizzare un calendario a far tempo del 28-29 agosto. Ancora oggi non si hanno notizie degli organici di fatto. Impossibile sapere quanti posti vi saranno per ogni provincia. Mistero.

Forse anche il Ministro Francesco Profumo, come i precedenti Gelmini, Fioroni, Moratti pensano che l’effetto sorpresa sia la miglior cosa. L’anno scorso per far luce tra l’indifferenza dei tanti su questa questione feci cinque giorni di sciopero della fame davanti ai gradini del Provveditorato di Cremona. La mia protesta a quanto pare è servita a poco.

L’anno prima scrissi anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Mi rispose il consigliere del Presidente della Repubblica per la stampa e la comunicazione Pasquale Cascella: “Vorrei rassicurarla che il Presidente della Repubblica ha ricevuto la sua lettera e, come per tante altre che segnalano vicende personali, ha prestato considerazione a quanto esposto”. Peccato che la vicenda non fosse personale ma riguardasse e riguarda oltre 110 mila precari che fino al giorno prima dell’inizio della scuola non hanno diritto di sapere se avranno un lavoro. Riscrissi a Napolitano, non avendo la possibilità come Nicola Mancino di telefonare direttamente al Quirinale, nel 2011. Siamo nel 2012: anche quest’anno la stessa storia.

Tra qualche giorno sarà il delirio negli uffici scolastici provinciali. Ma sulla vicenda il Ministro Francesco Profumo tace. Forse che gli esponenti del Governo siano troppo impegnati a correre al meeting di Comunione e Liberazione?